Negli anni, di “strane coppie” al cinema se ne sono viste tante ed alcune di loro hanno funzionato talmente bene da restare impresse nella memoria dei cinefili, elevando certi film allo status di “cult”. C’è un uomo in particolare che ha messo lo zampino in tante pellicole di questo tipo e quest’anno è tornato per proporci un nuovo esilarante duo, finalmente disponibile anche in home video. Leggete la mia “Pregiata” Opinione e scoprirete di chi sto parlando…

 

Alla sua terza regia, Shane Black torna alla “sua creatura”, quella che lui stesso ha contribuito a plasmare e rivoluzionare a partire dalla fine degli anni 80: il buddy movie.
Per chi non lo sa, mi riferisco a quel sottogenere di film dove i protagonisti sono due individui, molto diversi l’uno dall’altro, che si trovano, spesso loro malgrado, a collaborare per aiutare altre persone o come accade più frequentemente, risolvere indagini di vario tipo.

Tutto raccontato mischiando una buona dose di azione ad una dose più massiccia di commedia.

Difatti, uno degli esempi meglio riusciti di buddy movie è Arma Letale (1987), diretto da Richard Donner e scritto, guarda caso, proprio da Shane Black, con Mel Gibson e Danny Glover a formare una delle più memorabili coppie di poliziotti mai apparse sul grande schermo.
Il film è diventato un cult e il Sig. Black, nel giro di pochi anni, ha anche firmato il seguito (Arma Letale 2 nel 1989, sempre Donner alla regia) e altre due pellicole dai toni molto simili: L’Ultimo Boy Scout (1991), con regista il compianto Tony Scott e davanti alla macchina da presa l’improbabile coppia Bruce Willis/Damon Wayans, e Last Action Hero – L’ultimo grande eroe (1993) di John McTiernan, con Arnold Schwarzenegger che si ritrova tra i piedi un dodicenne patito di film d’azione.
Nel 2005 arriva, finalmente, il debutto alla regia con Kiss Kiss Bang Bang e stavolta la coppia male assortita è formata da Val Kilmer e Robert Downey Jr.: anche questo si rivelerà un piccolo cult.
Con un curriculum del genere, a Black manca solo la grande occasione in una produzione ad alto budget e sarà grazie alla Marvel che nel 2013 si ritroverà al timone di Iron Man 3, anche in veste di co-sceneggiatore.
Nonostante l’incasso globale del film (circa 1,2 miliardi di dollari) dica il contrario, il risultato finale non è dei migliori, per colpa di scelte discutibili e forzature di trama (non solo per demerito del regista, aggiungo io… la Marvel ci ha messo lo zampino…).
Come detto, con The Nice Guys, Shane Black ritorna al passato, o, più precisamente, ritorna a fare quello che gli viene meglio. E si vede.
La storia si svolge nella Los Angeles degli anni 70 e i due protagonisti, interpretati da Russel Crowe e Ryan Gosling, sono chiamati ad indagare su un omicidio negli ambienti dell’industria del porno, tra gag esilaranti, situazioni imbarazzanti, strani personaggi e risvolti inaspettati.
Si ride parecchio in questo film, infatti alla fine il lato comico risulta quello più rilevante, senza comunque mai sconfinare nel demenziale; tutto grazie non solo alla già citata bravura del regista/autore nel creare scene e dialoghi adatti ai personaggi della storia, ma anche alla grande alchimia tra gli attori.

Un aspetto tutt’altro che scontato, trovare due persone capaci di azzeccare i tempi giusti tra una battuta e l’altra e brave ad entrare in sintonia tra loro anche senza aver mai lavorato insieme prima d’ora.

Considerate che se mancasse tutto questo, i primi ad accorgersene sarebbero proprio gli spettatori ed il film perderebbe di significato, diventando scontato.
Tutta la vicenda gira intorno alla strana coppia: Crowe interpreta Jackson Healy, uno di quelli che chiami quando hai un problema e che risolve le cose a cazzotti, mentre Gosling è Holland March, investigatore privato alcolista e depresso.
Si ritroveranno a collaborare, ma all’inizio nessuno dei due sarà così contento di avere tra i piedi l’altro, perché da una parte Healy utilizzerà fin troppo le maniere forti, mentre dall’altra March, per raggiungere un obiettivo farà sempre le scelte peggiori. Risultando il vero mattatore del film.

Quando però parlo di alchimia tra attori, non bisogna dimenticare il “terzo incomodo”, ovvero la figlia tredicenne di March, Holly, che andrà sempre a cacciarsi nei guai, ma con la sua genialità sarà di grande aiuto al padre ed al suo socio.

Comunque va ricordato: non è solo una commedia.

Come già in passato, il regista dimostra di destreggiarsi molto bene con l’azione, non va a creare confusione nelle scene più concitate e mantiene sempre il ritmo giusto nel momento giusto.

Gli attori, neanche a dirlo, ormai hanno un’esperienza tale da poter affrontare qualsiasi situazione, dimostrando di trovarsi a loro agio tra scazzottate, sparatorie e fughe rocambolesche.
Nel complesso funziona tutto alla grande, la trama, anche senza essere la più originale del mondo, è comunque brillante, non contiene punti morti e riserva anche qualche sorpresa; inoltre il periodo storico aggiunge qualcosa al film, grazie alle atmosfere e alle musiche seventies, che trovo molto adatte per un buddy movie.
Sicuramente consiglio The Nice Guys a tutti gli amanti dei precedenti film del regista (come il sottoscritto), agli appassionati di film action “vecchio stampo” (sempre come me… sono vecchio…), ma anche a tutti quelli che cercano una commedia un po’ diversa dalle altre.
Un messaggio per il Sig. Black: come può vedere, nel panorama cinematografico attuale, non ci sono più degli autori capaci di creare storie d’azione o ricche di suspense, raccontate con il giusto livello di ironia. Magari riprendendo un po’ di quanto imparato negli anni 80 o 90 da uno dei suoi film.

Quindi, per favore, non abbandoni mai il “suo” genere; appena avrà una bella idea per una nuova storia con nuovi o vecchi interpreti, faccia di tutto per portarla al cinema.

So che non deluderà le aspettative.

Ah, dimenticavo: siccome, almeno fisicamente, i due Guys ricordano molto i nostri Bud Spencer e Terence Hill, lo raccomando anche ai nostalgici dei loro film (e si, rientro anche in questa categoria… che c’è?).