Halloween si avvicina e come prepararci al meglio se non ritornando con la memoria ad uno dei migliori esempi nella storia del cinema horror? Che poi, definirlo horror e basta sarebbe un errore, soprattutto perché quando il regista in questione è Tim Burton, riuscire a delineare un genere ben preciso è sempre molto difficile…

Non è un cineasta “facile da digerire”, lo ha dimostrato in tutti i suoi lavori. Ha un suo stile molto personale che può piacere o non piacere, infatti è sempre alla ricerca di storie che si possano adattare al meglio al suo modo di vedere e fare cinema.
Per realizzare Il Mistero di Sleepy Hollow, Tim Burton utilizzò il materiale di partenza perfetto per lui, ispirandosi ad un classico della letteratura americana, il racconto La Leggenda di Sleepy Hollow di Washington Irving.
Una narrazione già di per sé ricca di misteri e di orrori, che il regista ha modificato a suo piacimento, arrivando a creare la sua versione della storia.
Il risultato del lavoro di Burton non si può catalogare solo come pellicola di genere horror, proprio perché diretta con uno stile unico, raccontando gli avvenimenti sotto forma di favola moderna. Ovviamente una favola gotica, inutile dirlo, ormai è un marchio di fabbrica del regista.
La vicenda si svolge nel 1799, in un piccolo villaggio chiamato Sleepy Hollow, vicino New York, dove nel giro di pochi giorni vengono ritrovati i corpi di tre persone, tutti con la testa separata dal resto.
Proprio dalla metropoli verrà inviato il giovane agente di polizia Ichabod Crane, uno dei primi all’epoca ad utilizzare i più innovativi metodi scientifici per risolvere i casi, con il risultato di venire continuamente deriso e rimproverato dai suoi colleghi, per niente avvezzi all’utilizzo di strane attrezzature.
Una volta arrivato a Sleepy Hollow, gli abitanti lo metteranno in guardia su quanto sta accadendo secondo loro: l’individuo intento a seminare il panico nelle loro terre non è un normale criminale, ma si tratta del Cavaliere Senza Testa, un mercenario di una crudeltà inaudita con l’abitudine di mozzare le teste dei suoi avversari, catturato anni prima ed egli stesso decapitato prima di essere sepolto nei boschi non lontano dal villaggio. Ora sembra essere tornato dalla tomba in cerca di vendetta.
Ichabod, però, da persona razionale qual’è non potrà sicuramente credere ad una favola come questa e si metterà ad indagare cercando il vero colpevole, nascosto dietro quello che gli suona solo come un racconto dell’orrore capace di impressionare i sempliciotti di provincia.

Ma la realtà si rivelerà più incredibile della fantasia, portando l’agente Crane in un mondo di cui rinnegava l’esistenza.
Tim Burton riesce a mettere in scena questa storia nel miglior modo possibile.
Come accennato, non va a costruire un horror basato sulla paura del mostro di turno o creato apposta per spaventare il più possibile e nel modo più originale o macabro.
Certamente si vede del sangue e le scorribande del Cavaliere fanno volare parecchie teste qua e là, ma a farla da padrone è l’atmosfera che circonda Sleepy Hollow, capace di trasmettere più angoscia che paura.
Tutto ricreato, disse il regista, “come se il villaggio fosse intrappolato in un sogno” e grazie a queste scenografie, alla fotografia e alle musiche, il film riesce ad immergere totalmente lo spettatore nella campagna di New York di fine settecento, un paesaggio desolato e spettrale.
A mio parere, chiunque visitasse un luogo del genere crederebbe nell’esistenza di qualcosa di sovrannaturale e fuggirebbe a gambe levate…

Azzeccata la scelta degli attori, a partire dal protagonista, Johnny Depp, nei panni di un Ichabod Crane brillante, insicuro, curioso ed imbranato.
Un uomo che ha passato la vita seguendo a tutti i costi la razionalità, vedrà le sue credenze sgretolarsi di fronte alla sconvolgente verità, subendo uno stress tale da fargli ricordare il suo tragico passato; per fortuna verrà aiutato da una delle persone conosciute a Sleepy Hollow, ovvero Katrina Van Tassel, figlia di Baltus Van Tassel, il più grande possidente della zona.

Christina Ricci, nei panni di Katrina, con in suo aspetto e la sua bravura riesce da subito a mettere in dubbio lo spettatore sui suoi reali fini, mostrandosi tanto gentile e premurosa nei confronti di Ichabod, quanto ambigua e determinata a difendere il nome della sua famiglia.
Menzione particolare per il Cavaliere Senza Testa: non si può certo dire quanto sia stato abile Christopher Walken nell’interpretarlo (mancando la testa, sapete com’è…), però ci tengo a sottolineare la bravura di Tim Burton nel dargli il giusto risalto.
Una volta capito che esiste davvero, non viene, per esempio, mostrato di rado o in lontananza, magari rivelandosi a pieno soltanto nel finale (c’era decisamente questo rischio), ma la sua presenza è costante, si dimostra una inarrestabile ed infallibile macchina di morte.
Insomma, doveva necessariamente essere reso al meglio. E così è stato.
Anche il ritmo del film è quello giusto, il racconto non rischia mai di rallentare troppo e contiene dei buoni colpi di scena; mentre il reparto effetti speciali fa un ottimo lavoro, riuscendo ad essere credibile nonostante le difficoltà di alcune scene. Non ho trovato dei grossi difetti, forse l’unica critica da muovere è la mancanza di momenti davvero spaventosi. E voi direte: per un horror è un grosso punto a sfavore!
Se fosse stato un altro film si, in questo caso non direi.
L’ho già sottolineato, più che fare paura molte delle scene mettono angoscia, mentre altre possono essere considerate un po’ crude ed esplicite, perfino splatter.
Oltre a questo, cosa non nuova nel cinema di Burton, sono presenti diversi momenti comici, legati in gran parte alla goffaggine del protagonista, ideali per la performance di Depp.
E visto il tema trattato, si parla di umorismo nero, tanto caro al regista.
Per questi motivi, Il Mistero di Sleepy Hollow è un horror atipico, però non lo si può definire mal riuscito, anzi, funziona molto meglio di altre pellicole, che fanno di tutto per far saltare sulla poltrona lo spettatore, magari con svariati jumpscare, senza riuscirci.
Sono convinto che per produrre un bel film dell’orrore non bastino solo certi trucchetti triti e ritriti (tipo: rumore sinistro… momento di suspense… musica da brividi in crescendo e…. sbuca un gatto dal nulla!… ma dai!), piuttosto bisogna trovare nuovi modi per raccontare belle storie.

Praticamente come bisognerebbe fare con tutti i film…

 

Pregiatissimo

Non vado ad analizzare altro e consiglio davvero Il Mistero di Sleepy Hollow a chi, fino ad ora, se lo è perso o ha pensato non valesse la pena di vederlo.Magari, recuperandolo in questi giorni, l’alone di mistero intorno alla festività di Halloween potrà aiutare tutti ad addentrarsi ancora meglio nelle atmosfere del film e nell’ottica di uno come Tim Burton.

Vi spaventerete il giusto e potrete anche divertirvi, ma non troppo tranquilli, è pur sempre una storia cupa e violenta… quindi, attenti a non perdete la testa, mi raccomando… oh oh oh! Sono un burlone…