Esattamente 10 anni fa, il 23 marzo 2007, due settimane dopo l’uscita americana, arrivò anche nelle nostre sale il lungometraggio tratto dalla Graphic Novel 300 di Frank Miller. E fu subito chiaro: non ci trovammo di fronte ad un film simile ad altri. Chiunque si fosse fatto coinvolgere dalle gesta dei guerrieri spartani protagonisti, capì quanto quest’opera potesse lasciare il segno negli anni a venire. Difatti, sotto certi aspetti, rimane ancora oggi qualcosa di inarrivabile…

Nel 2007, per tenermi aggiornato sulle notizie riguardanti la settima arte, utilizzavo spesso Castlerock.it (dal 2008 Movieplayer.it, dopo la fusione con il canale cinema di Multiplayer.it). Alla fine di quell’anno, come di consueto, il sito chiese agli utenti un parere sull’annata cinematografica in via di conclusione, tramite la stesura della solita classifica dei migliori film.
In più, chi voleva poteva lasciare un commento sintetico che riassumesse quanto visto di bello (o di brutto) nei 12 mesi trascorsi.
E io lasciai il mio parere. Qualche riga con qualche accenno a quanto di meglio il 2007 ci aveva mostrato.
Dopo la raccolta delle classifiche e dei voti, Castlerock avrebbe rilasciato i risultati e avrebbe pubblicato una manciata dei commenti più significativi.
E il mio fu uno di questi.
Perché racconto di fatti miei in un Back to the Movie? Perché voglio proprio partire da quel commento, dalle prime, azzeccate, parole che utilizzai per descrivere il film rivelazione di quell’anno: “Epico e potente, enfatico e valoroso“.
Questo è 300 di Zack Snyder.

Per chi non lo sapesse, la pellicola è l’adattamento cinematografico della graphic novel omonima scritta dal fumettista americano Frank Miller, ispirata a sua volta dalla battaglia delle Termopili del 480 a.C.
La storia inizia quando un messaggero persiano arriva a Sparta chiedendone la sottomissione per conto di re Serse.
La risposta degli spartani, capeggiati da re Leonida, è un “no, grazie” abbastanza chiaro. Chiedete al messaggero cosa ne pensa, se riuscite a trovarlo…
La conseguenza inevitabile del rifiuto è la guerra contro lo sterminato esercito persiano, quindi, come vuole la tradizione, Leonida deve sottoporre il suo piano per contrastare l’avanzata nemica agli efori, i sacerdoti degli antichi dei.
Purtroppo questi non ci mettono molto a rivelare la loro natura di creature inutili e corrotte, dichiarandosi contrari ad un qualsiasi coinvolgimento militare di Sparta, anche dopo aver consultato il cosiddetto “oracolo”.
E senza l’approvazione degli efori, ovvero degli dei, perfino il re ha le mani legate.
Da qui, Leonida sceglie di aggirare le vecchie leggi: formalmente, lui e 300 uomini, quelli che definisce la sua guardia personale, partono per una semplice “scampagnata” verso il passo delle Termopili. In questo modo il re non va contro le parole dell’oracolo e nessuno può fermarlo.
Inizia così la marcia degli spartani, in viaggio verso una battaglia impossibile contro un esercito infinito, determinato ad impossessarsi non solo della loro città, ma di tutta la Grecia e oltre.
Però, re Leonida può contare sui migliori soldati che il mondo abbia mai conosciuto, in attesa del nemico nello stretto corridoio delle Termopili, dove i numeri di Serse non contano niente.
300 guerrieri addestrati a non indietreggiare mai, a non arrendersi mai, pronti a morire sul campo di battaglia, per loro la gloria più grande che la vita potrebbe offrire.
Il resto è Storia, con la S maiuscola.

Difficile spiegare bene a parole quello che 300 riesce a trasmettere allo spettatore.
Personalmente, dopo averlo visto per la prima volta, ricordo molto bene la commozione provata per il tragico destino a cui sono andati in contro i prodi spartani, ma al tempo stesso, il loro gesto eroico mi diede una carica pazzesca. Come quella provata ai tempi non solo da Sparta, ma da tutta la Grecia, infine unita nel nome di Leonida e dei suoi soldati.

In questa pellicola tutto viene ricreato in maniera magistrale, a partire dalla messa in scena visiva: una gioia per gli occhi.
Ricordo, non ci troviamo davanti ad una classica rappresentazione storica.
Ci mostra fatti realmente accaduti, però ispirandosi innanzitutto al lavoro di Frank Miller e alla sua personale ricostruzione della vicenda.
Fin dall’inizio, infatti, anche il pubblico meno esperto può notare la particolare fotografia utilizzata, adatta a mettere in risalto colori specifici, scelta proprio per riprodurre al meglio sul grande schermo le pagine del fumetto originale.
Anche la forma narrativa è molto simile a quella presente nella graphic novel e funziona alla grande, con la voce fuori campo a narrare parte degli avvenimenti.

Insomma, del risultato finale bisogna senz’altro essere grati a Miller e al suo stile di scrittura e di disegno, che ben si prestano ad una trasposizione cinematografica, ma come non elogiare lo straordinario lavoro del regista?

Con 300, Zack Snyder è riuscito a creare qualcosa di unico ed in gran parte inimitabile.
Bellissime le sue inquadrature ricche di dettagli ed impeccabile la direzione delle battaglie, impreziosite dall’utilizzo della slow motion nei momenti più importanti; tecnica ideale per far risaltare le immagini e dare la possibilità allo spettatore di soffermarsi ad ammirare certe scene.
A questo il regista ha unito alla perfezione i portentosi dialoghi, presenti in tutta la pellicola, dall’inizio alla fine.
Il solo Leonida pronuncia una quantità industriale di frasi ad effetto, che potrei iniziare a citare una dopo l’altra, ma faremmo notte…
Soprattutto va sottolineata l’importanza delle parole (dette non solo dal re ma anche da altri personaggi), parole forti e pesanti tanto quanto le immagini, forse anche di più. Frasi che galvanizzano gli spartani e hanno lo stesso effetto sul pubblico davanti allo schermo.
Inoltre, per dare ancora più enfasi al racconto, è stata composta una colonna sonora di una epicità assoluta: unitela a quanto detto sopra ed avrete di fronte uno dei migliori film che io abbia mai visto.

Non voglio dimenticarmi degli attori, tutti azzeccati: Lena Headey è Gorgo, la moglie di Leonida, regina spartana tosta e pronta ad affrontare qualsiasi situazione; Dominic West è Terone, perfido e corrotto membro del consiglio di Sparta, risulta odioso come da copione; Rodrigo Santoro è Serse, ambiguo, subdolo, folle, incarna in maniera perfetta la figura del sovrano accecato dalla sete di conquista.
Gli interpreti degli spartani al seguito del re, tra cui David Wenham, Vincent Regan e Michael Fassbender, fanno benissimo il loro lavoro, sono guerrieri devoti e determinati a difendere la loro libertà, ognuno con il suo carattere certo, ma guidati da un chiaro obiettivo.
Ho lasciato per ultimo il protagonista assoluto: il re, interpretato da Gerard Butler, nato per questo ruolo. Il suo è un Leonida duro, fiero, forte, in una sola parola: spartano. La persona che meglio incarna tutti gli ideali del suo popolo, un eroe pronto a morire per difendere ciò in cui crede.
Interpretazione memorabile. Applausi.

Concludendo, 300 è a tutti gli effetti un capolavoro, da vedere assolutamente.
E da rivedere, perché è uno di quei pochi film capaci di trasmettere le stesse sensazioni anche se già lo si conosce. Coinvolge con la sua atmosfera, con lo spessore dei suoi protagonisti, con una colonna sonora fantastica e con la potenza della sua storia.
Il racconto di 300 uomini che grazie alle loro gesta sono diventati immortali, avendo lasciato un segno indelebile nella Storia del mondo.
E da 10 anni a questa parte, anche nella storia del cinema.

Ricordate questo giorno uomini, perché questo giorno è vostro e lo sarà per sempre.
(Leonida)

Pregiatissimo