Il momento più temuto dagli studenti di tutto il mondo è arrivato… di nuovo. Fosse poi solo una preoccupazione degli studenti, non sarebbe tanto grave. Altri pilastri della loro vita quali, genitori, insegnanti e istituzioni provvederebbero a mantenere toni calmi e rassicuranti.

Ma i genitori, gli insegnanti e le istituzioni, sotto sotto hanno pure più paura degli studenti e in una società organizzata questo dovrebbe dare da pensare.
Insomma… si torna a scuola!

Un altro Anno Scolastico è iniziato, sebbene questo abbia tutta l’aria d’essere più frastornato e sognante del solito.

Si è svegliato al suono di un rumore fastidioso e intermittente così acuto, che penetra i sogni come un coltello da burro… beh nel burro. L’origine del suono è un mistero la cui soluzione si trova appena oltre la soglia cosciente, così il nuovo Anno Scolastico ci mette un po’ a capire che si tratta della sveglia. Non ricorda nemmeno dove l’abbia messa e raggiungere il pulsante di pausa comporta l’abbattimento di diversi oggetti disposti in ordine sparso sul comodino. Muraglia quasi invalicabile tra il letto e la sveglia, nonché fonte ispiratrice per i primi cristoni della stagione. Rassegnato, si strofina gli occhi e si alza, senza capire bene cosa sta succedendo. Guarda fuori dalla finestra e la confusione continua. Sì perché l’estate, quella burlona, si ostina a non lasciare il posto all’autunno, proseguendo caparbia nella produzione di giorni soleggiati e caldi.

Allora perché la sveglia ha suonato?

Soltanto il calendario, su cui finalmente L’Anno Scolastico posa lo sguardo, svela l’arcano.
Il calendario. L’unica invenzione della storia ad avere la capacità di gettare nel panico anche il più ardimentoso degli individui.
Basta una X rossa su una data qualunque ed è finita.
Non importa quanti mesi prima la scrivi.
Quando ci arrivi, non sei mai pronto.

L’Anno Scolastico vorrebbe piangere. Era sicuro che questa volta ce l’avrebbe fatta. Aveva pianificato tutto. Si era tanto raccomandato con il governo e le istituzioni. “Gli altri paesi ci guardano” aveva detto “mostriamo loro che possiamo farcela”… e invece niente. L’Anno Scolastico non è pronto.

Si rituffa sotto le coperte e mette la testa sotto il cuscino, fermamente intenzionato a dormire per i sette minuti che lo separano dalla prossima scarica di trilli della sveglia. Tanto oggi nessuno arriverà in orario da nessuna parte.
Gli viene da pensare a come sarebbero le cose se lui fosse l’Anno Scolastico di un altro quando o di un altro dove e con questa domanda in testa si addormenta.Il nuovo anno scolastico sogna.
Tuttavia, sono i protagonisti degli altri dove a ritrovarsi catapultati nel nostro quando e subito si capisce che non sarà una festa. L’annuale lettera per Hogwarts, con la lista dei libri non è mai stata consegnata, così Harry Potter ha dovuto passare la settimana precedente cercando il modo di contattare la segreteria della scuola senza farsi scoprire dai suoi zii. Tutta colpa del Ministero della Magia e delle sue riforme sull’istruzione.
Quando finalmente Harry e amici entrano in possesso della lista, è troppo tardi. I libri sono tutti esauriti e occorre aspettare almeno un mese prima che arrivino. Un fatto di per sé curioso è che molti altri studenti sono riusciti a procurarseli per tempo. Come per magia… Ah già si… giusto.
Beh, poco male, pensa Harry. Tanto mancano i docenti.
A causa della famigerata “Riforma del sistema stregonesco di insegnamento e formazione e mandato per il rimaneggio delle disposizioni magiche operanti”, chiamata dagli studenti anche legge Chizpurfle, non è più soltanto il posto d’Insegnate di Difesa contro le arti Oscure a essere vacante, ma anche parecchi altri.
In uno slancio di perversione extra, il Ministero della Magia ha deciso che sarebbe stato più divertente assegnare gli incarichi di anno in anno, e dato che il Ministero è un organo statale, ci sono dei leggerissimi ritardi che non consentono l’inizio delle lezioni con l’organico dei docenti al completo.
Per dirla tutta gli insegnanti di Incantesimi e Storia della Magia sono assenti a causa di un improvviso deterioramento del loro stato di salute. Sono costretti in un luogo di villeggiatura caldo e secco fino a ripresa completa. Essendo di ruolo, mica puoi sostituirli così, su due piedi.
Dato che la legge Chizpurfle, contiene un paragrafo sulle pari opportunità, il posto come docente di Babbanologia è stato affidato ad un professore babbano di Oxford, tuttora persuaso di aver partecipato a un paio di festini di troppo.
Gli studenti poi che non hanno residenza a Hogwarts hanno qualche difficoltà a raggiungere la scuola, per via dei tagli. Niente più autobus a tre piani, né cavalli alati invisibili. Figuriamoci Ford Anglia volanti.
Ci si deve organizzare con le mamme degli altri studenti, quelle che hanno un scopa formato wagon, ma non sempre la cosa funziona. Non è infrequente vedere poveri maghetti sotto la pioggia in attesa di una scopa che è in ritardo a causa del traffico.
Al ritorno le cose non vanno meglio, perché l’orario ridotto dei primi giorni, non coincide con l’orario d’ufficio del Ministero, presso cui queste mamme magari lavorano, e gli studenti devono aspettare tra le grigie, austere, fatiscenti pareti scolastiche.
L’anno precedente il Ministero della Magia aveva promesso di stanziare i fondi per sistemare le aule danneggiate da anni d’incuria magica eppure, causa inagibilità temporanea, la lezione di Trasfigurazione oggi si tiene nell’aula di Pozioni, insieme con altre due classi. Volo si fa nella serra, con risultati alquanto prevedibili. L’insegnante di Divinazione terrà le lezioni in un’aula diversa ogni giorno e gli studenti dovranno indovinare da soli quale. Per settimane allievi del terzo anno sono stati visti girovagare sperduti per i corridoi di Hogwarts con una sfera di cristallo in mano e dei lacrimoni così sotto gli occhi.
La sensazione che sia sfuggito qualcosa d’importante accompagnerà studenti e professori per tutto l’anno, fino agli esami e forse il diploma.
Poi la sveglia suona ancora e l’Anno Scolastico finalmente si alza. Pronti o no, è ora di andare.
L’aria non troppo fresca del mattino gli ricorda che fino alla settimana prima le giornate iniziavano con il sole già alto nel cielo, oziose colazioni e programmi divertenti per la giornata.
L’Anno Scolastico sospirando solleva gli occhi al cielo.

Non è forse un tizio a cavallo di una scopa quello lassù che si allontana?

Si strofina gli occhi e guarda ancora. Niente. Solo un’allucinazione.

“Peccato” pensa “un po’ di magia avrebbe fatto comodo”.

Poi si rende conto che qualunque cosa fosse, stava andando nella direzione opposta alla sua. A una velocità stimata di Mach 3, ad occhio e croce.

Eh no. Se pure la magia se la dà a gambe, allora chissà che cosa ci vuole per sistemare le cose.

Alessandro Fellisi