<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>letteratura &#8211; WOWLAB | agenzia di comunicazione</title>
	<atom:link href="https://www.wowlab.eu/tag/letteratura/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.wowlab.eu</link>
	<description>creative culture</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Sep 2025 10:50:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en-US</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.wowlab.eu/wp-content/uploads/2023/08/cropped-favico_wowlab_23-1-32x32.png</url>
	<title>letteratura &#8211; WOWLAB | agenzia di comunicazione</title>
	<link>https://www.wowlab.eu</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>IL Party dei 5 Sensi</title>
		<link>https://www.wowlab.eu/2019/12/03/il-party-dei-5-sensi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Fellisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 17:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[opinione]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[avventura letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[cinque sensi libro]]></category>
		<category><![CDATA[cultura nerd libri]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Daccò]]></category>
		<category><![CDATA[daniele rinoceronte daccò]]></category>
		<category><![CDATA[lettura sensoriale]]></category>
		<category><![CDATA[libri da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[libri divertenti italiani]]></category>
		<category><![CDATA[libri per nerd]]></category>
		<category><![CDATA[libro nerd]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa italiana contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[nerd]]></category>
		<category><![CDATA[nerd cultura pop]]></category>
		<category><![CDATA[recensione romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[recensione teoria n]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libri italiani]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni narrativa italiana]]></category>
		<category><![CDATA[rinoceronte daccò]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo italiano moderno]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo sensoriale]]></category>
		<category><![CDATA[teoria n]]></category>
		<category><![CDATA[teoria n recensione]]></category>
		<category><![CDATA[wowlab]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.wowlab.eu/?p=2734</guid>

					<description><![CDATA[Con quanti sensi si può leggere un libro? Si esatto. Avete letto bene. Ho proprio chiesto: "Con quanti sensi si può leggere un libro?" Sembra una domanda strana, vero? Si insomma, a parte la vista (o l'udito se lo leggiamo a voce alta), cos'altro usiamo per leggere un libro? Io i miei a]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:4%;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-first fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_2_3 2_3 fusion-two-third" style="--awb-bg-size:cover;width:66.666666666667%;width:calc(66.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.66666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p style="text-align: justify;"><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed" style="--awb-border-radius:50%;">C</span><em><strong>on quanti sensi si può leggere un libro? Si esatto. Avete letto bene. Ho proprio chiesto: &#8220;Con quanti sensi si può leggere un libro?&#8221;</strong></em><br />
<em><strong>Sembra una domanda strana, vero?</strong></em></p>
<p>Si insomma, a parte la vista <em>(o l&#8217;udito se lo leggiamo a voce alta)</em>, cos&#8217;altro usiamo per leggere un libro? Io i miei a volte li annuso e di certo li tocco. Normalmente non li lecco, però. Eppure se capitasse ai nostri cinque sensi di essere coinvolti in maniera non convenzionale, in che modo questi potrebbero dirci qualcosa del libro che stiamo leggendo?<br />
Un profumo accarezza l&#8217;olfatto, un bel paesaggio stimola la vista e un concerto riempie l&#8217;udito. Tatto e gusto, beh&#8230; lascio a voi l&#8217;immaginazione. Certe cose però possono colpire a più livelli. Forse farei meglio a dire che stuzzicano più sensi, che poi è quello che è successo leggendo <strong>Teoria N di Daniele &#8220;Rinoceronte&#8221; Daccò</strong> quindi oggi userò proprio i cinque sensi <em>(o cinque e mezzo, chissà)</em> per raccontarvi come è andata dal mio personale punti di&#8230;</p>
<p><strong>VISTA</strong></p>
<p>Si può vedere con gli occhi, si sa, anche se per noi miopi non è così scontato. Di quelle ginocchiate contro gli stipiti certe mattine che non vi dico. Ciò non di meno a quelli come noi <em>(non noi i miopi, ma noi i sognatori)</em> piace vedere anche con l’immaginazione e certe volte, se in ciò che leggiamo scopriamo delle affinità, con gli occhi della memoria.<br />
<strong>Teoria N</strong> parte da un ricordo d’infanzia e dal timore reverenziale che a volte i genitori incutono nei figli. Romanzato o no, inventato o reale, quello che leggo lo <strong>vedo</strong> quasi come se fosse un mio ricordo. Fa un po’ male, questo devo dirlo, perché alcuni ricordi sono fatti così. Non è colpa loro.<br />
Eppure, senza nemmeno aver bisogno di strizzare gli occhi, in <strong>Teoria N</strong> si può vedere, dove tutto ciò che ha condotto l&#8217;autore dove si trova adesso, ha avuto inizio.<br />
Dalla curiosità semplice e insaziabile di un figlio e dalle risposte pazienti di un padre.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>UDITO</strong></p>
<p>Si possono <strong>udire</strong> i libri? O meglio… possiamo sentire la musica che accompagna cose come il <strong>Momento Epico</strong>?<br />
Diavolo! Se nella nostra vita c’è stato tanto cinema quanto carta stampata la risposta è sì.<br />
Il capitolo sulla battaglia in difesa del villaggio è un piccolo capolavoro di letteratura. Evocativo e trascinante, quasi minimale nella descrizione <em>(e si signor Brooks… funzionano anche le descrizioni minimali), </em>capace di fartela quasi <strong>sentire</strong> la musica.</p>
<p>Parte bassa all’inizio, come un sottofondo e a mano a mano che la descrizione degli eventi incalza, il volume aumenta. Si sostituisce alle parole. Come ogni bella scena di battaglia che si rispetti, alla fine arrivano solo urla, rumore di acciaio contro l’acciaio e naturalmente musica a palla.<br />
Qui <strong>Daniele Daccò</strong> ci racconta del <strong>Momento Epico</strong>, che sarebbe quella cosa su cui la fantasia di tutti prima o poi si sofferma. Eppure il <strong>Nerd</strong> si sa, ha un <strong>Epicometro</strong> molto più sensibile di quello degli altri e quella battaglia non la legge. La sente.<br />
A questo punto si potrebbe dire che in qualche modo abbondino i cliché, il che sarebbe anche vero se fosse un film. Ma <strong>Teoria N</strong> è un libro che per una manciata di pagine diventa un <strong>Kolossal</strong>.</p>
<p>Mica da tutti.</p>
<p><em>Libertaaaaaà!!!!</em></p>
<p>Ops. Scusate. Mi sono fatto prendere.</p>
<p><strong>OLFATTO</strong></p>
<p>Forse il <strong>Rinoceronte</strong> ha usato il trucco delle pagine profumate come nei libri di <strong>Geronimo Stilton</strong> o magari è suggestione. Fosse altro, dovrò iniziare a preoccuparmi.<br />
Il punto è che <strong>il libro ha degli odori.<br />
</strong>All’inizio non me lo spiegavo e ho dovuto riflettere a lungo su quest&#8217;aspetto, finché non mi sono ricordato che la stessa cosa mi era successa anni prima con un paio di romanzi di <strong>Ammaniti</strong>.</p>
<p>Il buon <strong>Niccolò</strong>, quando descrive le campagne degli anni settanta o le estati calde in cui i suoi protagonisti esplorano in bicicletta le campagne, risveglia in me ricordi olfattivi molto distinti.<br />
Anch&#8217;io giravo con gli amici per le campagne sul mio velocipede, cercavo l’avventura e mi abbeveravo da tubi dell’acqua rugginosi e impossibili da trovare tranne che per noi. Tutte cose che hanno degli <strong>odori</strong> che non si possono dimenticare.</p>
<p>In <strong>Teoria N</strong> si parla della discarica del nonno, delle scuole medie, di feste in maschera, della libreria crollata addosso al protagonista e il set dove <strong>Daniele Daccò</strong> ha conosciuto <strong>Jacopo</strong>. Tutte queste cose ridestano in me il ricordo dei profumi <em>(parlare solo di odori faceva brutto, dai)</em> che mi hanno accompagnato quando io andavo alle medie o della volta in cui anch&#8217;io ho viaggiato sui mezzi pubblici in costume<em>. </em>Mi fanno venire in mente il posto di lavoro, dove ho conosciuto un amico che mi ha accompagnato per tutta la vita, è un sacco di altre cose.<br />
La vita è fatta anche di <strong>odori</strong> <em>(e qui tanti saluti alla poesia)</em>, ma un libro che te li risveglia cela sicuramente qualcosa di notevole al suo interno.</p>
<p><strong>TATTO</strong></p>
<p>Viaggiando spesso sui mezzi pubblici ed essendo io un lettore compulsivo, uso un e-reader.<br />
Si maneggia con una sola mano, non serve cristare per il segnalibro e occupa meno spazio di un libro aperto. Fattore questo quasi determinante quando sei pigiato come una sardina.</p>
<p>Inoltre io tratto molto bene i miei libri e non gradisco che si rovinino.</p>
<p>Detto questo, ci tengo a fare presente che i libri elettronici li possiedo anche in cartaceo e che alterno le due modalità di lettura con somma frustrazione di mia moglie che non si capacita di questa cosa. Ma <strong>Teoria N</strong>, inizia la sua storia prima dell’avvento dei libri elettronici e per buona parte del tempo si riferisce a un’epoca in cui i film erano su VHS, i fumetti li prendevi in edicola e i libri, beh erano solo di carta.<br />
Sfogliarlo ha riportato alla luce un modo scomodo di leggere che un po’ mi stavo dimenticando ma che in qualche modo è l’essenza della lettura stessa.</p>
<p>Comunque ora lo scannerizzo.</p>
<p><strong>GUSTO</strong></p>
<p>Avete presente quando in un piatto trovate varietà di cibo diverse tra loro? Alcune le preferite ad altre e si finisce spesso con il lasciare per ultima quella che secondo noi è più buona.<br />
Vogliamo godercela per bene e <strong>gustarla</strong> con calma.<br />
Ma cosa succede quando nel piatto ci sono pietanze che amiamo tutte allo stesso modo? O meglio ancora, quando nel piatto c&#8217;è una porzione fumante di lasagne della nonna.<br />
Come diceva quel ciuco ciarliero… tutti amano le lasagne.</p>
<p><em>Le scelte sono due:</em></p>
<p><strong>1</strong>)<strong> Ci avventiamo come farebbe Obelix su un cinghiale divorando tutto in cinque minuti e lasciandoci poi cullare dai sensi di colpa.</strong></p>
<p><strong>2</strong>)<strong> Mangiamo lentamente, per non finire quelle bontà troppo in fretta, consci del fatto che non si tratta di un buffet. Non potremo riempire il piatto una seconda volta.</strong></p>
<p>Io ho scelto la numero due, il che è molto raro per il sottoscritto. Ho gustato con calma ogni strato di pasta <em>(le parole),</em> la cremosa besciamella che legava uno strato all’altro <em>(le citazioni),</em> ogni ricciolo di ragù immerso nel sugo <em>(le battute spiritose). </em>Non contento ho fatto anche la scarpetta <em>(riletto dei passaggi).<br />
</em>Quattro giorni per un libro che di solito me ne richiederebbe uno e mezzo…<br />
<strong>… erano lasagne troppo buone per finirle subito.</strong></p>
<p><strong>CONCLUSIONI</strong></p>
<p><strong>Teoria N</strong> non è un&#8217;opera che si dimentica facilmente.<br />
<strong>Daniele Daccò</strong> ha saputo raccontare in modo divertente avventure simili a quelle che molti di noi hanno vissuto, deliziandoci con un epilogo che, per quanto conosciuto, non manca di sorprendere.<br />
Sorprende perché differentemente dal solito, il protagonista non solo capisce cosa è, ma s&#8217;impegna a costruire qualcosa che lo spieghi al resto del mondo.</p>
<p>E’ stato così facile identificarsi in quelle pagine, dove usava sempre le parole giuste per raccontare alcune delle cose che tutti noi sentiamo.</p>
<p>A quanto pare ci voleva un <strong>Rinoceronte</strong> per trovarle.</p>
<p><strong>Teoria N</strong> può essere un’importante fonte d&#8217;ispirazione per tutte quelle persone che hanno perso la bussola o che ancora non si sono capite appieno, siano esse dei <strong>Nerd</strong> oppure no.</p>
<p><strong>Teoria N</strong> dimostra che se lo immagini lo puoi fare perché volere è potere. Che da grandi poteri derivano grandi responsabilità, che è possibile spingersi verso l’infinito e oltre, viaggiare più veloci della luce, e soprattutto che certe volte è tempo di distruzione.</p>
<p><strong>Tutte cose queste, che potranno sembrare scontate</strong>…</p>
<p><strong>… ma si da anche il caso che siano vere.</strong></p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-last fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Creatività Contagiosa</title>
		<link>https://www.wowlab.eu/2017/09/01/creativita-contagiosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Fellisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2017 23:29:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[baccalario universe]]></category>
		<category><![CDATA[contagio creativo]]></category>
		<category><![CDATA[creative culture]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[creatività contagiosa]]></category>
		<category><![CDATA[creativitàcontagiosa]]></category>
		<category><![CDATA[fantasia al potere]]></category>
		<category><![CDATA[giocare con le idee]]></category>
		<category><![CDATA[lettura e immaginazione]]></category>
		<category><![CDATA[libri0a18]]></category>
		<category><![CDATA[pier domenico baccalario]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[storie da inventare]]></category>
		<category><![CDATA[wowlab]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.wowlab.eu/wow2/?p=286</guid>

					<description><![CDATA[La creatività contagiosa, per malati fuori dagli schemi. Manipiedibocca, piediboccamani oppure boccamanopiede… Non è uno scioglilingua, bensì il curioso nome popolare dato a una malattia esantematica frequente nei bambini. Come dice il nome, questa si concentra nel cavo orale, nel palmo delle mani e nella pianta dei piedi. Generalmente ha decorso benigno, ossia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:4%;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-first fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-4 fusion_builder_column_2_3 2_3 fusion-two-third" style="--awb-bg-size:cover;width:66.666666666667%;width:calc(66.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.66666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-text fusion-text-2"><p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed" style="--awb-border-radius:50%;">L</span>a creatività contagiosa, per malati fuori dagli schemi.</p>
<p><em>Manipiedibocca, piediboccamani oppure boccamanopiede…<br />
</em><em>Non è uno scioglilingua, bensì il curioso nome popolare dato a una <strong>malattia esantematica</strong> frequente nei bambini. Come dice il nome, questa si concentra nel cavo orale, nel palmo delle mani e nella pianta dei piedi. Generalmente ha decorso benigno, ossia tende di norma a guarire spontaneamente senza particolari complicanze.<br />
</em><em>Esiste però un&#8217;altra patologia altrettanto contagiosa, non ancora catalogata dalla classe medica e che per comodità chiameremo semplicemente: <strong>estroapportocontraccambio</strong> nota anche per essere la causa di un fenomeno conosciuto come <strong>Creatività Contagiosa.</strong></em></p>
<p><em>Condizione di cui lo scrittore <strong>Pierdomenico Baccalario</strong>, sembra soffrire in forma acuta</em>.</p>
<p>Quando siamo bambini, si sa, ci si ammala spesso. Risalire alla fonte del morbo di turno, trasmesso da un compagno di classe o da un fratello, a volte risulta difficile. Chiunque ci stia accanto gioca il suo ruolo in questo scambio di bacilli e di virus, senza che per questo si riesca sempre a capire bene chi abbia fatto il primo starnuto. Non resta che trattare la malattia con qualche medicina e una buona dose di amorosa pazienza.</p>
<p>Eppure, senza saperlo, quando siamo bambini, mostriamo quasi sempre anche i sintomi della <strong>Creatività</strong> <strong>Contagiosa</strong>. L&#8217;unica differenza è che non saranno le medicine o l&#8217;amore materno a farla passare, ma noi stessi. Inconsapevoli portatori sani di <em>adultità</em>.</p>
<p>Provate a fare un salto indietro con la memoria <em>(o come nel mio caso due o tre salti)</em> oppure osservate i vostri figli o nipoti mentre giocano. La <strong>Creatività</strong> <strong>Contagiosa</strong> trasuda in ogni parola, gesto o disegno che fanno. Che noi stessi abbiamo fatto.</p>
<p>Comincia con la voglia di giocare e in breve diviene una storia dove ognuno propone un frammento di trama, spesso improbabile. Maestri dell&#8217;improvvisazione, architetti dell&#8217;impossibile, signori della parola.</p>
<p>I bambini non si negano e non si ostacolano, perché vada come vada, il gioco non si deve fermare mai.</p>
<p>Molto meglio se fatto in compagnia: <em>qualsiasi ragazzino o ragazzina sa bene che giocare con gli amici è più divertente che farlo da soli.*<br />
</em>Purtroppo, come per le normali malattie, anche la <strong><em>estroapportocontraccambio</em></strong> finirà con il creare anticorpi che negli anni ci impediranno di farci ammalare di nuovo.<br />
Ma se qualcuno ci impedisse per tempo di guarire? Se ci venisse insegnato a perseguire nel ragionamento non convenzionale, anche attraverso gli stadi della nostra crescita? Forse allora riusciremmo a sviluppare degli anti-anticorpi e restare in sintonia con un modo di pensare che ci mostra quei sentieri inesplorati a un passo dalle strade più battute.<br />
Servono persone notevoli per fare questo e non ha caso qualche volta sono dei professori. Come quello che aveva capito che a un certo scrittore di nostra conoscenza, avrebbe giovato di più l&#8217;inseminazione di procedimenti mentali, volti a collegare in un modo tutto nuovo le cose, che non ripetizioni di greco e latino. Figura di riferimento, quella del professor <strong>Collu</strong>, che insieme allo stesso padre di <strong>Pierdomenico</strong>, gli insegna a contagiare e contagiarsi con le idee.</p>
<p>Grazie a loro, l&#8217;essere diventato un adulto non scalfirà l&#8217;altro suo modo di vedere le cose. Capisce presto che il libero scambio di pensieri, può diventare anche uno strumento di lavoro. Certo, spesso per far sì che questo funzioni è necessario che un pezzo di ciò che eravamo, sia disposto a tendere la mano a quello che siamo. Anche una certa oculatezza nella scelta delle persone con cui vogliamo costruire qualcosa è importante.</p>
<p>Nel caso di <strong>Pierdomenico Baccalario</strong> il risultato è una carriera ricca e sfacciatamente piena.</p>
<p>Tradotto in <strong>ventisei paesi</strong>, ha scritto così tanti libri che ci vorrebbero le dita di un ragguardevole numero di mani per fare il conto. Già che c&#8217;era ha pensato bene di progettare anche dei giochi di ruolo, collaborare con riviste di divulgazione scientifica, fondare società e agenzie letterarie.</p>
<p><strong>Pierdomenico</strong>, è un intrattenitore consumato, ma anche una persona cui piace muoversi dietro le quinte, il che non significa che sia lui a tirare i fili. Al contrario. Spesso li taglia o dà una leggera spintarella a questo o quell&#8217;autore, verso una delle potenziali direzioni che il loro lavoro potrebbe prendere. Coordinatore di una fucina di visionari, egli promuove le innovazioni e le collaborazioni improbabili, forte di un istinto imbattibile.</p>
<p>Anch&#8217;egli ha lasciato dietro di sé opere alle quali è rimasto più legato di altre e se non parlano di uno spacciatore di fumetti, nella <strong>Budapest</strong> di fine anni &#8217;80, allora potrebbe trattarsi di un <strong>Drago</strong> che contro ogni stereotipo, s&#8217;innamora della principessa. Una principessa con una figlia. Confido anche che nel tempo libero indugi nello sfoglio di un <em>grande</em> libro di oggetti magici, sorridendo soddisfatto.<br />
Ormai sono così tante le cose che ha fatto che ogni volta che inizio una ricerca o che parlo con lui, ne salta fuori una nuova. Non si riesce a stargli dietro.<br />
Tra non molto sarà <strong>Tempo di Libri</strong>, che non è il titolo del suo prossimo romanzo, bensì il <strong>Nuovo Salone del Libro di Milano</strong>. Indovinate a chi è stata affidata la programmazione della fascia 0-18?<br />
Sapendo questo, se vi siete ormai fatti un&#8217;idea del suo modo di lavorare, penso che sarete d&#8217;accordo con me nell&#8217;affermare che per <strong>Aprile</strong> possiamo aspettarci grandi, interessantissime cose.<br />
Insomma.<br />
Leggendo i suoi libri, scoprendo a quanti progetti ha collaborato o di cui è promotore, ascoltando le sue interviste o parlando con lui, potremmo sentire chiaramente che qualcosa nella nostra testa ha deviato leggermente dal cammino. I percorsi cognitivi finiranno su strade poco battute e scarsamente illuminate. Accenderanno torce elettriche per esplorare zone della nostra inventiva rimaste al buio a prendere polvere. Proprio dove si nascondevano le idee di cui non abbiamo mai parlato con nessuno.<br />
Senza rendercene conto avrà riattizzato il focolare della <strong>Creatività</strong> <strong>Contagiosa.<br />
</strong>Anche se il paragone non è del tutto calzante, penso che ammettere con noi stessi che eravamo &#8220;guariti&#8221; dalla <strong><em>estroapportocontraccambio</em></strong>, è un po&#8217; come ammettere di avere un problema con l&#8217;alcol o con il cibo.<br />
E&#8217; il primo passo.<br />
Quello più difficile.<br />
Il secondo passo ci avvicina a quegli individui che non hanno mai smesso di farsi contagiare o di trasmettere il contagio ad altri.<br />
Il terzo, nelle più fortunate delle circostanze, a lasciare che una parola o un suggerimento partorito dall&#8217;ispirazione del momento sia fatto cadere nelle nostre orecchie.<br />
Perché è esattamente questo che fanno personaggi come <strong>Pierdomenico Baccalario</strong>.<br />
Ci ricordano che contagiarsi a vicenda con le idee, è la più meravigliosa delle malattie.</p>
<p><em>* (cit. dal sito http://www.immergenti.it/)</em></p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-5 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-last fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>DENTRO LA VALIGIA: &#8220;Il rinomato catalogo Walker &#038; Dawn&#8221; di Davide Morosinotto</title>
		<link>https://www.wowlab.eu/2017/05/06/dentro-la-valigia-il-rinomato-catalogo-walker-dawn-di-davide-morosinotto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Fellisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 May 2017 13:48:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Morosinotto]]></category>
		<category><![CDATA[dentro la valigia]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.wowlab.eu/?p=2081</guid>

					<description><![CDATA[Le ragioni che portano una persona a intraprendere un viaggio sono molte: il lavoro, una vacanza in Finlandia, la voglia di andare a trovare un amico o magari per semplice noia. A volte si parte perché si sente il bisogno di fuggire dalla vita di tutti i giorni, anche solo per poco, oppure]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:4%;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-6 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-first fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-7 fusion_builder_column_2_3 2_3 fusion-two-third" style="--awb-bg-size:cover;width:66.666666666667%;width:calc(66.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.66666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-text fusion-text-3"><p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed" style="--awb-border-radius:50%;">L</span><em>e ragioni che portano una persona a intraprendere un viaggio sono molte: il lavoro, una vacanza in Finlandia, la voglia di andare a trovare un amico o magari per semplice noia. A volte si parte perché si sente il bisogno di fuggire dalla vita di tutti i giorni, anche solo per poco, oppure spinti dalla voglia di visitare posti di cui abbiamo letto o sentito parlare.</em></p>
<p><em>Alcune altre, sebbene siano più rare, si parte per un&#8217;avventura.</em></p>
<p><em>In questi casi la partenza inizia molto prima, e l&#8217;ignaro viaggiatore in quel momento non lo sa nemmeno che sta già facendo i bagagli. Inizia quasi per caso, in quel lontano pomeriggio autunnale tanto freddo da non poter uscire. Quel giorno, il viaggiatore sente la necessità di riscrivere un pezzo della propria vita e in fondo, non è nemmeno così strano se la cosa si traduce in una foglia che si stacca da un albero per andare a trovare re Artù.</em></p>
<p><em>D&#8217;altro canto, a nove anni, tutto è possibile.</em></p>
</div><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:10px;width:100%;"></div><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-text fusion-text-4"><p>Senza saperlo il viaggiatore ha appena aperto la valigia.</p>
<p>A questo punto, se chiudete gli occhi e fate un piccolo sforzo non dovrebbe essere difficile vederlo mentre, chino su un foglio, scrive. Spesso tira delle righe e riscrive pezzi interi di frasi, ma un po&#8217; alla volta riempie prima un foglio, poi due e così via. In men che non si dica, nella valigia ha già messo i calzini e la biancheria di ricambio. Non è ancora partito, non del tutto almeno, ma con il tempo scrive sempre più spesso, aggiungendo altri capi di vestiario; camicie, t-shirt, jeans&#8230;</p>
<p>Il sospetto di essere un viaggiatore si rafforza quando s&#8217;imbatte nella storia di un altro viaggio. Uno di quelli impossibili per chiunque tranne che per coloro che lo intrapresero e scritto per un mondo molto più grande di quello in cui viviamo oggi. L&#8217;impresa del protagonista e il suo epilogo gli dimostrano che &#8220;impossibile&#8221; è troppo spesso un concetto arbitrario e questo in un viaggiatore, può avere l&#8217;effetto di una tempesta creativa.</p>
<p>In effetti, si potrebbe dire che la valigia non sia mai pronta del tutto, dato che sembra in grado di contenere l&#8217;infinito. Dentro vi echeggiano le parole di altri viaggiatori che parlano di persone nate tra le stelle o che hanno vissuto le proprie vite all&#8217;indietro. Sono storie di pecore elettriche e uomini non-uomini che avevano imparato a contare il futuro.</p>
<p>Non è raro che ogni tanto venga tirato in ballo il destino, e qualcosa nel modo in cui egli ottiene la prima vittoria, fa sembrare che per davvero le cose non succedano per caso. Le fucine creative diventano il suo pane e il viaggiatore si affianca agli altri di cui ha letto o che ha avuto la fortuna di conoscere.<br />
Ben presto sono altre le persone che grazie a lui cominciano a viaggiare e a riempire la propria valigia.<br />
Infine arriva il giorno.<br />
Quello in cui il viaggiatore vuole partire da solo. Almeno una volta.<br />
Rannicchiata in un angolo per tanto tempo, l&#8217;idea era rimasta in attesa di essere trovata, finché il caso non ha fatto cadere ai suoi piedi un noioso manuale di economia. Raccogliendolo il viaggiatore ha intravisto l&#8217;idea, seduta in penombra. Lei gli ha sorriso, ha aperto le braccia e non l&#8217;ha lasciato più.<br />
Il viaggiatore allora inizia a scrivere <strong>Il rinomato catalogo Walker &amp; Dawn</strong> che, guarda caso, parla proprio di un viaggio.</p>
<p>Esistono molti modi di raccontare una storia, e sebbene quella scelta da <strong>Davide Morosinotto</strong>, per il suo ultimo libro, possa essere considerata per certi aspetti rischiosa, funziona così bene che non si riesce a pensare ad un modo diverso di immaginarla.</p>
<p>Un racconto che inizia con l&#8217;ausilio della prima persona è qualcosa con cui ogni lettore si è dovuto confrontare, almeno una volta, ma se le &#8220;prime persone&#8221; diventano quattro, è da subito chiaro che ci troviamo davanti a qualcosa di diverso e originale.</p>
<p><strong>Il rinomato catalogo Walker &amp; Dawn</strong>, per l&#8217;appunto.</p>
<p>Ambientato all&#8217;inizio del ventesimo secolo, in un&#8217;<strong>America</strong> che ha trascinato fino ai nostri giorni alcune delle peggiori caratteristiche dell&#8217;età moderna, quali le differenze razziali, le ricchezze maldistribuite e la vita nomade dei senza tetto, quattro giovani amici si imbattono in un inaspettato colpo di fortuna.</p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-8 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-last fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
