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	<title>film cult &#8211; WOWLAB | agenzia di comunicazione</title>
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		<title>La Principessa Fantastica</title>
		<link>https://www.wowlab.eu/2017/10/29/la-principessa-fantastica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo Accolli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2017 23:30:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Hola, il mio nome è Inigo Montoya, tu hai ucciso mio padre. Preparati a morire.»" Una frase cult per un film cult di fine anni ottanta che personalmente ho amato alla follia come bambino e che anche da adulto non posso fare a meno di rivedere con una punta di nostalgia e incanto.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:4%;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-first fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_2_3 2_3 fusion-two-third" style="--awb-bg-size:cover;width:66.666666666667%;width:calc(66.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.66666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed" style="--awb-border-radius:50%;"><em>H</em></span><em>ola, il mio nome è Inigo Montoya, tu hai ucciso mio padre. Preparati a morire.»&#8221; Una frase cult per un film cult di fine anni ottanta che personalmente ho amato alla follia come bambino e che anche da adulto non posso fare a meno di rivedere con una punta di nostalgia e incanto. Ma infondo: &#8220;«Scherma. Lotta. Tortura. Veleno. Vero amore. Odio. Vendetta. Giganti. [&#8230;] Inseguimenti. Fughe. Menzogne. Passione. Miracoli.»&#8221; Cos’altro può volere un bambino (o un adulto) di più?</em></p>
</div><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:10px;width:100%;"></div><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-text fusion-text-2" style="--awb-content-alignment:center;"><h2 style="text-align: justify;">Stiamo parlando de “La Storia Fantastica” film del 1987</h2>
<p style="text-align: justify;">per la regia di Rob Reiner ed arricchito dalla meravigliosa colonna sonora del grande Mark Knopfler; come ho detto, uno dei miei film preferiti, ma essendo io anche un vorace lettore, quando ho scoperto che questo film era in realtà tratto da un libro non ho potuto fare a meno di mettermi in caccia! E qui mi sono arenato. Dico sul serio. Per anni.</p>
<p style="text-align: justify;">La colpa? Delle traduzioni dei titoli dei film in italiano… ovviamente. Sì, perché “La storia fantastica” in realtà si intitola “The Princess Bride” ovvero “La Principessa Sposa”. Problema: era effettivamente stata pubblicata una prima edizione italiana del romanzo a cavallo dell’uscita del film, che titolava come il lungometraggio che però con gli anni era stata sostituita da una versione con il titolo originale. Questo comportò che quando io, candidamente, chiedevo in libreria: «”La storia Fantastica” di Goldman.» la risposta non era un «Non esiste.» che mi avrebbe senz’altro spinto a ricerche più accurate, bensì un: «È fuori catalogo.» che mi spinse, mio malgrado, ad abbandonare la ricerca. Questo almeno sino al giorno in cui non mi è passata letteralmente sotto il naso una copia del romanzo che ovviamente titolava “La Principessa Sposa”. Inutile dire che l’ho preso immediatamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, avendo finalmente a disposizione le due versioni conosciamoli meglio è tempo di<strong><em> &#8220;Crossmedia Lab&#8221;</em></strong>:</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro <strong>Pregiatissimo</strong>, direttamente dalla sezione cinema, ci presenta brevemente il <strong>film</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Direttamente dai favolosi anni 80, periodo in cui hanno visto la luce alcuni dei capolavori della storia del cinema, arriva fino a noi anche un piccolo grande film, divenuto cult: La Storia Fantastica (in originale The Princess Bride), tratto dal romanzo omonimo di William Goldman ed adattato da lui stesso per il grande schermo. Lavoro non facile il suo, comprimere il tutto in un&#8217;ora e mezza di pellicola, ma compiuto alla grande.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La trama è delle più classiche: i due innamorati, divisi dagli eventi e senza speranza, riescono a ritrovarsi per vivere la loro storia di “amore vero”, ma cattivi senza scrupoli, faranno di tutto per impedirlo. Tante cose riescono a distinguere quest&#8217;opera, anche solo l&#8217;inizio: il film comincia nella cameretta di un bambino, a casa malato, che riceve la visita del nonno (un certo Peter Falk&#8230;), intenzionato a fargli compagnia leggendogli un buon libro, dal titolo, guarda un po&#8217;, “La Storia Fantastica”. L&#8217;espediente “libro nel libro”, che qui diventa “film nel film”, si rivela ottimo, perché grazie ai commenti del bambino, lo spettatore riesce ad immedesimarsi ancora di più.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La parte del leone la fanno però alcuni personaggi veramente iconici e l&#8217;umorismo generale, brillante ed atipico.<br />
Westley, intepretato da Cary “Robin Hood un uomo in calzamaglia” Elwes è l&#8217;eroe di turno, tanto bravo con la spada, quanto in astuzia, si fa ricordare per l&#8217;ironia e la mimica esilarante. Bottondoro (una splendida Robin Wright al suo debutto in sala) incarna al meglio l&#8217;innamorata prima triste poi determinata a ricongiungersi con il suo Westley. Ottimi i cattivi di turno, il principe Humperdinck, superbo e subdolo e tutti i suoi tirapiedi, ma una menzione speciale va ai tre briganti. Il capo, l&#8217;italiano Vizzini, parla e urla parecchio, dispensando ordini a suoi, ma soprattutto mette in scena uno “scontro di cervelli” con Westley degno di nota. Lo spagnolo Inigo Montoya non è poi così cattivo, vuole solo sbarcare il lunario ed ha un solo scopo nella vita: la vendetta, contro chi ha ucciso suo padre. Con le sue frasi ad effetto, uno dei migliori personaggi della storia. Insieme a Fezzik, interpretato dal compianto wrestler Andrè the Giant, gigante di nome e di fatto, meno tonto di quanto sembri, genuino e dall&#8217;indole gentile, ama i giochi di parole e riesce a piacere a chiunque abbia visto il film. Last but non least, c&#8217;è Max dei Miracoli, strano individuo che sta in scena quattro minuti quattro, ma che dispensa battute a raffica: ok, avere Billy Crystal nel ruolo aiuta, ma è un caso più unico che raro riuscire a farti amare un personaggio che si vede così poco.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Insomma, per chi se lo è perso: consiglio La Storia Fantastica a tutti, dai più piccoli ai più grandi.<br />
Mentre quelli che lo rivedranno, non solo ritroveranno vecchi amici, ma sentiranno la nostalgia per un cinema che è quasi sparito.<br />
Difficile infatti trovare oggi film come questo, racconti di favole ricche di magia, ironia e leggerezza.</em></p>
<p style="text-align: justify;">E ora due parole sul <strong>libro</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;">Di solito, quando un film è tratto da un libro, raramente il risultato finale è paragonabile all’originale: qui, rientriamo in uno di quei casi; forse perché l’autore è per mestiere uno sceneggiatore ed ha a sua volta curato anche la sceneggiatura del film del suo romanzo (cosa per nulla scontata, badate bene) però il risultato è ottimo.<br />
Con sapiente maestria Goldman ci conduce a camminare sul filo sottile che separa la parodia dall’omaggio e lo fa con tale, ammiccante, maestria che il divertimento è assicurato.<br />
La definirei una storia seria che non si prende affatto sul serio.<br />
Innanzitutto il libro: non esiste.<br />
Sì, avete capito bene! Se come me, iniziate a leggere il romanzo, l’autore stesso vi rivelerà che ciò che stringete tra le mani, non è che una riduzione del romanzo originale (scritto da un fantomatico S. Morgenstern) ma talmente pregno di satira politica e di inutili descrizioni che Goldman stesso dichiara di averlo preso e “tagliato” di modo che diventasse uguale alla storia fantastica (è proprio il caso di dirlo) che suo padre gli leggeva da bambino e che lo fece letteralmente innamorare della lettura.<br />
L’escamotage letterario è fantastico e reso alla perfezione: solo poche pagine di introduzione e subito vi ritroverete, rapiti, a rimbalzare tra la voce narrante di Morgenstern e i commenti dello stesso Goldman; le pagine scorrono veloci come i cavalli bianchi del malvagio principe Humperdinck, ti affascinano come la bellezza ineguagliabile di Buttercup (Bottondoro nel film n.d.r.), arrivano diritte al cuore come fa la spada per sei dita di Inigo e ti tengono incollato al libro con la forza senza pari di Fezzik.</p>
<p style="text-align: justify;">Le differenze tra film e libro sono minime e quasi insignificanti: il padre lettore (invece del nonno) oppure gli squali al posto delle anguille urlanti… cose così, infondo di poco conto; la maggiore differenza tra i due media sta sostanzialmente nella mancanza di un Billy adulto che riscopre la storia e la riscrive perché anche proprio figlio possa amarla come l’ha amata lui; una parte, alla fin dei conti, molto bella da leggere ma che difficilmente renderebbe ugualmente sul grande schermo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Concludendo</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;">la sostanza passando “dalla cellulosa alla celluloide” rimane pressoché invariata in un susseguirsi di colpi di scena magistrali; non dirò che il libro è banalmente “meglio” del film, non in questo caso. Qui ci troviamo di fronte ad una storia resa in maniera ugualmente magistrale con due strumenti profondamente diversi e che, per essere apprezzato a pieno, merita di essere conosciuto in entrambe le sue forme.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro che colpisce al cuore, un film che fa innamorare e viceversa per un’avventura dove infondo ciò che conta è solo quell’incantevole Storia Fantastica che con dolcezza ci rimbocca le coperte, ci da un bacio sulla fronte e ci fa tornare bambini, consapevoli che, sì, i mostri esistono e, sì, ci sarà sempre un valoroso Wesley pronto ad accorrere in nostro aiuto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Perché «L&#8217;amore vero è la cosa più stupenda del mondo&#8230; tranne un bel panino! Un bel panino con prosciutto, lattuga e pomodoro&#8230;» davvero stupendo!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>(cit. Max dei Miracoli)</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Daniele Carretta &amp; Pregiatissimo</strong></p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-last fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div>
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			</item>
		<item>
		<title>The Nice Guys: una “Pregiata” Opinione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Accolli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2017 14:00:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Negli anni, di “strane coppie” al cinema se ne sono viste tante ed alcune di loro hanno funzionato talmente bene da restare impresse nella memoria dei cinefili, elevando certi film allo status di “cult”. C'è un uomo in particolare che ha messo lo zampino in tante pellicole di questo tipo e quest'anno è]]></description>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Alla sua terza regia, <strong>Shane Black torna alla “sua creatura”</strong>, quella che lui stesso ha contribuito a plasmare e rivoluzionare a partire dalla fine degli anni 80: il <em>buddy movie</em>.<br />
Per chi non lo sa, mi riferisco a quel sottogenere di film dove i protagonisti sono due individui, molto diversi l&#8217;uno dall&#8217;altro, che si trovano, spesso loro malgrado, a collaborare per aiutare altre persone o come accade più frequentemente, risolvere indagini di vario tipo.</p>
<p><strong>Tutto raccontato mischiando una buona dose di azione ad una dose più massiccia di commedi</strong>a.</p>
<p>Difatti, uno degli esempi meglio riusciti di <em>buddy movie</em> è <em>Arma Letale</em> (1987), diretto da Richard Donner e scritto, guarda caso, proprio da Shane Black, con Mel Gibson e Danny Glover a formare una delle più memorabili coppie di poliziotti mai apparse sul grande schermo.<br />
Il film è diventato un cult e il Sig. Black, nel giro di pochi anni, ha anche firmato il seguito (<em>Arma Letale 2</em> nel 1989, sempre Donner alla regia) e altre due pellicole dai toni molto simili: <em>L&#8217;Ultimo Boy Scout</em> (1991), con regista il compianto Tony Scott e davanti alla macchina da presa l&#8217;improbabile coppia Bruce Willis/Damon Wayans, e <em>Last Action Hero – L&#8217;ultimo grande eroe</em> (1993) di John McTiernan, con Arnold Schwarzenegger che si ritrova tra i piedi un dodicenne patito di film d&#8217;azione.<br />
Nel 2005 arriva, finalmente, il debutto alla regia con <em>Kiss Kiss Bang Bang</em> e stavolta la coppia male assortita è formata da Val Kilmer e Robert Downey Jr.: anche questo si rivelerà un piccolo cult.<br />
Con un curriculum del genere, a Black manca solo la grande occasione in una produzione ad alto budget e sarà grazie alla Marvel che nel 2013 si ritroverà al timone di <em>Iron Man 3</em>, anche in veste di co-sceneggiatore.<br />
Nonostante l&#8217;incasso globale del film (circa 1,2 miliardi di dollari) dica il contrario, il risultato finale non è dei migliori, per colpa di scelte discutibili e forzature di trama (non solo per demerito del regista, aggiungo io&#8230; la Marvel ci ha messo lo zampino&#8230;).<br />
Come detto, con <em>The Nice Guys</em>, Shane Black ritorna al passato, o, più precisamente, ritorna a fare quello che gli viene meglio. E si vede.<br />
La storia si svolge nella Los Angeles degli anni 70 e i due protagonisti, interpretati da Russel Crowe e Ryan Gosling, sono chiamati ad indagare su un omicidio negli ambienti dell&#8217;industria del porno, tra gag esilaranti, situazioni imbarazzanti, strani personaggi e risvolti inaspettati.<br />
Si ride parecchio in questo film, infatti alla fine il lato comico risulta quello più rilevante, senza comunque mai sconfinare nel demenziale; tutto grazie non solo alla già citata bravura del regista/autore nel creare scene e dialoghi adatti ai personaggi della storia, ma anche alla grande alchimia tra gli attori.</p>
<p>Un aspetto tutt&#8217;altro che scontato, trovare due persone capaci di azzeccare i tempi giusti tra una battuta e l&#8217;altra e brave ad entrare in sintonia tra loro anche senza aver mai lavorato insieme prima d&#8217;ora.</p>
<p>Considerate che se mancasse tutto questo, i primi ad accorgersene sarebbero proprio gli spettatori ed il film perderebbe di significato, diventando scontato.<br />
Tutta la vicenda gira intorno alla strana coppia: Crowe interpreta Jackson Healy, uno di quelli che chiami quando hai un problema e che risolve le cose a cazzotti, mentre Gosling è Holland March, investigatore privato alcolista e depresso.<br />
Si ritroveranno a collaborare, ma all&#8217;inizio nessuno dei due sarà così contento di avere tra i piedi l&#8217;altro, perché da una parte Healy utilizzerà fin troppo le maniere forti, mentre dall&#8217;altra March, per raggiungere un obiettivo farà sempre le scelte peggiori. Risultando il vero mattatore del film.</p>
<p>Quando però parlo di alchimia tra attori, non bisogna dimenticare il “terzo incomodo”, ovvero la figlia tredicenne di March, Holly, che andrà sempre a cacciarsi nei guai, ma con la sua genialità sarà di grande aiuto al padre ed al suo socio.</p>
<p>Comunque va ricordato: non è solo una commedia.</p>
<p>Come già in passato, il regista dimostra di destreggiarsi molto bene con l&#8217;azione, non va a creare confusione nelle scene più concitate e mantiene sempre il ritmo giusto nel momento giusto.</p>
<p>Gli attori, neanche a dirlo, ormai hanno un&#8217;esperienza tale da poter affrontare qualsiasi situazione, dimostrando di trovarsi a loro agio tra scazzottate, sparatorie e fughe rocambolesche.<br />
Nel complesso funziona tutto alla grande, la trama, anche senza essere la più originale del mondo, è comunque brillante, non contiene punti morti e riserva anche qualche sorpresa; inoltre il periodo storico aggiunge qualcosa al film, grazie alle atmosfere e alle musiche seventies, che trovo molto adatte per un <em>buddy movie</em>.<br />
Sicuramente consiglio <em>The Nice Guys</em> a tutti gli amanti dei precedenti film del regista (come il sottoscritto), agli appassionati di film action “vecchio stampo” (sempre come me&#8230; sono vecchio&#8230;), ma anche a tutti quelli che cercano una commedia un po&#8217; diversa dalle altre.<br />
Un messaggio per il Sig. Black: come può vedere, nel panorama cinematografico attuale, non ci sono più degli autori capaci di creare storie d&#8217;azione o ricche di suspense, raccontate con il giusto livello di ironia. Magari riprendendo un po&#8217; di quanto imparato negli anni 80 o 90 da uno dei suoi film.</p>
<p>Quindi, per favore, non abbandoni mai il “suo” genere; appena avrà una bella idea per una nuova storia con nuovi o vecchi interpreti, faccia di tutto per portarla al cinema.</p>
<p>So che non deluderà le aspettative.</p>
<p>Ah, dimenticavo: siccome, almeno fisicamente, i due Guys ricordano molto i nostri Bud Spencer e Terence Hill, lo raccomando anche ai nostalgici dei loro film (e si, rientro anche in questa categoria&#8230; che c&#8217;è?).</p>
<p><em> </em></p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-5 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-last fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div>
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