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		<title>La Creatività Contagiosa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Fellisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2017 23:29:17 +0000</pubDate>
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<p><em>Manipiedibocca, piediboccamani oppure boccamanopiede…<br />
</em><em>Non è uno scioglilingua, bensì il curioso nome popolare dato a una <strong>malattia esantematica</strong> frequente nei bambini. Come dice il nome, questa si concentra nel cavo orale, nel palmo delle mani e nella pianta dei piedi. Generalmente ha decorso benigno, ossia tende di norma a guarire spontaneamente senza particolari complicanze.<br />
</em><em>Esiste però un&#8217;altra patologia altrettanto contagiosa, non ancora catalogata dalla classe medica e che per comodità chiameremo semplicemente: <strong>estroapportocontraccambio</strong> nota anche per essere la causa di un fenomeno conosciuto come <strong>Creatività Contagiosa.</strong></em></p>
<p><em>Condizione di cui lo scrittore <strong>Pierdomenico Baccalario</strong>, sembra soffrire in forma acuta</em>.</p>
<p>Quando siamo bambini, si sa, ci si ammala spesso. Risalire alla fonte del morbo di turno, trasmesso da un compagno di classe o da un fratello, a volte risulta difficile. Chiunque ci stia accanto gioca il suo ruolo in questo scambio di bacilli e di virus, senza che per questo si riesca sempre a capire bene chi abbia fatto il primo starnuto. Non resta che trattare la malattia con qualche medicina e una buona dose di amorosa pazienza.</p>
<p>Eppure, senza saperlo, quando siamo bambini, mostriamo quasi sempre anche i sintomi della <strong>Creatività</strong> <strong>Contagiosa</strong>. L&#8217;unica differenza è che non saranno le medicine o l&#8217;amore materno a farla passare, ma noi stessi. Inconsapevoli portatori sani di <em>adultità</em>.</p>
<p>Provate a fare un salto indietro con la memoria <em>(o come nel mio caso due o tre salti)</em> oppure osservate i vostri figli o nipoti mentre giocano. La <strong>Creatività</strong> <strong>Contagiosa</strong> trasuda in ogni parola, gesto o disegno che fanno. Che noi stessi abbiamo fatto.</p>
<p>Comincia con la voglia di giocare e in breve diviene una storia dove ognuno propone un frammento di trama, spesso improbabile. Maestri dell&#8217;improvvisazione, architetti dell&#8217;impossibile, signori della parola.</p>
<p>I bambini non si negano e non si ostacolano, perché vada come vada, il gioco non si deve fermare mai.</p>
<p>Molto meglio se fatto in compagnia: <em>qualsiasi ragazzino o ragazzina sa bene che giocare con gli amici è più divertente che farlo da soli.*<br />
</em>Purtroppo, come per le normali malattie, anche la <strong><em>estroapportocontraccambio</em></strong> finirà con il creare anticorpi che negli anni ci impediranno di farci ammalare di nuovo.<br />
Ma se qualcuno ci impedisse per tempo di guarire? Se ci venisse insegnato a perseguire nel ragionamento non convenzionale, anche attraverso gli stadi della nostra crescita? Forse allora riusciremmo a sviluppare degli anti-anticorpi e restare in sintonia con un modo di pensare che ci mostra quei sentieri inesplorati a un passo dalle strade più battute.<br />
Servono persone notevoli per fare questo e non ha caso qualche volta sono dei professori. Come quello che aveva capito che a un certo scrittore di nostra conoscenza, avrebbe giovato di più l&#8217;inseminazione di procedimenti mentali, volti a collegare in un modo tutto nuovo le cose, che non ripetizioni di greco e latino. Figura di riferimento, quella del professor <strong>Collu</strong>, che insieme allo stesso padre di <strong>Pierdomenico</strong>, gli insegna a contagiare e contagiarsi con le idee.</p>
<p>Grazie a loro, l&#8217;essere diventato un adulto non scalfirà l&#8217;altro suo modo di vedere le cose. Capisce presto che il libero scambio di pensieri, può diventare anche uno strumento di lavoro. Certo, spesso per far sì che questo funzioni è necessario che un pezzo di ciò che eravamo, sia disposto a tendere la mano a quello che siamo. Anche una certa oculatezza nella scelta delle persone con cui vogliamo costruire qualcosa è importante.</p>
<p>Nel caso di <strong>Pierdomenico Baccalario</strong> il risultato è una carriera ricca e sfacciatamente piena.</p>
<p>Tradotto in <strong>ventisei paesi</strong>, ha scritto così tanti libri che ci vorrebbero le dita di un ragguardevole numero di mani per fare il conto. Già che c&#8217;era ha pensato bene di progettare anche dei giochi di ruolo, collaborare con riviste di divulgazione scientifica, fondare società e agenzie letterarie.</p>
<p><strong>Pierdomenico</strong>, è un intrattenitore consumato, ma anche una persona cui piace muoversi dietro le quinte, il che non significa che sia lui a tirare i fili. Al contrario. Spesso li taglia o dà una leggera spintarella a questo o quell&#8217;autore, verso una delle potenziali direzioni che il loro lavoro potrebbe prendere. Coordinatore di una fucina di visionari, egli promuove le innovazioni e le collaborazioni improbabili, forte di un istinto imbattibile.</p>
<p>Anch&#8217;egli ha lasciato dietro di sé opere alle quali è rimasto più legato di altre e se non parlano di uno spacciatore di fumetti, nella <strong>Budapest</strong> di fine anni &#8217;80, allora potrebbe trattarsi di un <strong>Drago</strong> che contro ogni stereotipo, s&#8217;innamora della principessa. Una principessa con una figlia. Confido anche che nel tempo libero indugi nello sfoglio di un <em>grande</em> libro di oggetti magici, sorridendo soddisfatto.<br />
Ormai sono così tante le cose che ha fatto che ogni volta che inizio una ricerca o che parlo con lui, ne salta fuori una nuova. Non si riesce a stargli dietro.<br />
Tra non molto sarà <strong>Tempo di Libri</strong>, che non è il titolo del suo prossimo romanzo, bensì il <strong>Nuovo Salone del Libro di Milano</strong>. Indovinate a chi è stata affidata la programmazione della fascia 0-18?<br />
Sapendo questo, se vi siete ormai fatti un&#8217;idea del suo modo di lavorare, penso che sarete d&#8217;accordo con me nell&#8217;affermare che per <strong>Aprile</strong> possiamo aspettarci grandi, interessantissime cose.<br />
Insomma.<br />
Leggendo i suoi libri, scoprendo a quanti progetti ha collaborato o di cui è promotore, ascoltando le sue interviste o parlando con lui, potremmo sentire chiaramente che qualcosa nella nostra testa ha deviato leggermente dal cammino. I percorsi cognitivi finiranno su strade poco battute e scarsamente illuminate. Accenderanno torce elettriche per esplorare zone della nostra inventiva rimaste al buio a prendere polvere. Proprio dove si nascondevano le idee di cui non abbiamo mai parlato con nessuno.<br />
Senza rendercene conto avrà riattizzato il focolare della <strong>Creatività</strong> <strong>Contagiosa.<br />
</strong>Anche se il paragone non è del tutto calzante, penso che ammettere con noi stessi che eravamo &#8220;guariti&#8221; dalla <strong><em>estroapportocontraccambio</em></strong>, è un po&#8217; come ammettere di avere un problema con l&#8217;alcol o con il cibo.<br />
E&#8217; il primo passo.<br />
Quello più difficile.<br />
Il secondo passo ci avvicina a quegli individui che non hanno mai smesso di farsi contagiare o di trasmettere il contagio ad altri.<br />
Il terzo, nelle più fortunate delle circostanze, a lasciare che una parola o un suggerimento partorito dall&#8217;ispirazione del momento sia fatto cadere nelle nostre orecchie.<br />
Perché è esattamente questo che fanno personaggi come <strong>Pierdomenico Baccalario</strong>.<br />
Ci ricordano che contagiarsi a vicenda con le idee, è la più meravigliosa delle malattie.</p>
<p><em>* (cit. dal sito http://www.immergenti.it/)</em></p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-last fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div>
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