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		<title>Il dilemma del Remake</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Commodoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2019 16:30:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da qualche anno, tra chi segue il cinema con un minimo di passione, si è diffusa una domanda tanto semplice quanto spinosa: “Ma perché continuano a fare remake di qualsiasi cosa?”   Di solito, la domanda ha un tono polemico, quasi rassegnato, e sottolinea la presunta carenza di creatività e originalità nei]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:4%;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-first fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_2_3 2_3 fusion-two-third" style="--awb-bg-size:cover;width:66.666666666667%;width:calc(66.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.66666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed" style="--awb-border-radius:50%;">D</span><strong>a qualche anno, tra chi segue il cinema con un minimo di passione, si è diffusa una domanda tanto semplice quanto spinosa: “Ma perché continuano a fare remake di qualsiasi cosa?”</strong></p>
</div><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:10px;width:100%;"></div><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-text fusion-text-2"><p style="text-align: justify;" data-start="252" data-end="716">Di solito, la domanda ha un tono polemico, quasi rassegnato, e sottolinea la presunta carenza di creatività e originalità nei film pensati per il grande pubblico. Ma la questione è davvero così semplice? La fantasia si è davvero esaurita? Come spesso accade, la verità sta nel mezzo.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="718" data-end="1371">Qualche tempo fa, mentre scorrevo le solite notizie di cinema online, mi è capitato davanti il trailer del nuovo <em data-start="831" data-end="853">La Bella e la Bestia</em> in versione live action, previsto per l’anno successivo. E&#8230; non l’ho guardato. Semplicemente, non mi interessava. Passano un paio di giorni, torno sullo stesso sito e trovo il titolo: “Record assoluto per il nuovo live action Disney: il trailer ha totalizzato un numero <em data-start="1126" data-end="1139">esorbitante</em> di visualizzazioni nelle prime 24 ore!”. Quanto fosse esorbitante non lo ricordo, ma il concetto era chiaro: entusiasmo alle stelle. Io, invece, ero ancora lì a chiedermi “ma perché tutto questo clamore?”. Sarà colpa mia, pazienza.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1373" data-end="1585">Dopo un’altra manciata di giorni, un amico mi chiede: “Hai visto il trailer de <em data-start="1452" data-end="1474">La Bella e la Bestia</em>? Che ne pensi?”. A quel punto ho capito che non avrei avuto pace finché non l’avessi guardato. Così ho ceduto.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1587" data-end="1938">E dopo averlo visto? La prima parola che mi è venuta in mente è stata: “inutile”.<br data-start="1668" data-end="1671" />Sì, inutile. Inutile rifare uno dei capisaldi dell’animazione Disney se poi si mantiene pressoché identico all’originale. Inutile per lo spettatore, che può tranquillamente rivedersi il film del 1991. Utilissimo, invece, per la Disney. Ma su questo torniamo tra poco.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="1940" data-end="2222">La questione del remake, o del reboot, sequel, prequel e via dicendo, va avanti da anni. E ogni volta che se ne parla, saltano fuori le solite lamentele: “Basta con questi rifacimenti!”, “Stanno rovinando i capolavori!”, “Non c’è più inventiva!”. E in parte, capisco il malcontento.</p>
<p style="text-align: justify;" data-start="2224" data-end="2591">Molti spettatori tendono a considerare certe opere “intoccabili”, soprattutto quando si parla di classici o cult generazionali. Altri, invece, leggono nella marea di rifacimenti la conferma che la creatività nel cinema mainstream stia progressivamente evaporando. Ma è davvero solo una questione di mancanza d’idee? Oppure, più semplicemente, una questione economica?</p>
</div><div class="fusion-text fusion-text-3"><p data-start="0" data-end="49"><strong>Spoiler: è quasi sempre una questione economica.<br />
</strong>Le grandi case di produzione ragionano come qualsiasi altra azienda: puntano al massimo guadagno col minimo rischio. E cosa può esserci di più sicuro che investire in un titolo già conosciuto, amato, e magari nostalgicamente legato all&#8217;infanzia di milioni di spettatori? Il rischio è basso, il pubblico c&#8217;è, l’incasso (quasi) garantito.<br />
Scandalizzarsi, ormai, serve a poco. È un meccanismo che si applica ovunque, non solo nel cinema. Eppure, questo non significa che dobbiamo arrenderci a una pioggia di remake scialbi e senz’anima.<br data-start="587" data-end="590" />Il problema, infatti, non è il remake in sé, ma <strong data-start="638" data-end="658">come viene fatto</strong>.<br />
Perché diciamolo: quando un rifacimento è fatto male, lo si nota eccome. Ed è questo il vero tallone d’Achille del sistema. In molti casi, si ha l&#8217;impressione che la nuova versione venga prodotta in fretta e furia, senza una vera idea registica, senza un’identità visiva, senza passione. Solo con l&#8217;obiettivo di sfruttare il nome. Il risultato? Film deboli, dimenticabili, a volte addirittura imbarazzanti.</p>
<p data-start="1071" data-end="1672"><strong>Qualche esempio?</strong><br data-start="1087" data-end="1090" /><em data-start="1090" data-end="1098">Psycho</em> (1998), copia carbone del capolavoro di Hitchcock, girata inquadratura per inquadratura, ma senza la minima tensione.<br data-start="1216" data-end="1219" />Oppure <em data-start="1226" data-end="1246">Planet of the Apes</em> (2001), che con tutto il rispetto per Tim Burton, è riuscito a confondere e annoiare.<br data-start="1332" data-end="1335" />E ancora <em data-start="1344" data-end="1353">The Fog</em> (2005), <em data-start="1362" data-end="1376">Il Prescelto</em> (2006), <em data-start="1385" data-end="1395">Invasion</em> (2007), fino al remake <em data-start="1419" data-end="1428">Ben-Hur</em> del 2016, forse l’esempio più lampante di quanto si possa sbagliare bersaglio.<br data-start="1507" data-end="1510" />Lì, più che un film, sembrava un autogol: rifare uno dei più grandi kolossal della storia del cinema, vincitore di 11 Oscar, senza nulla da dire di nuovo… perché?<strong> Ma attenzione: demonizzare <em data-start="1701" data-end="1708">tutti</em> i remake sarebbe ingiusto.</strong><br data-start="1735" data-end="1738" />Perché <strong data-start="1745" data-end="1781">esistono anche esempi eccellenti</strong>, capaci di prendere una storia già nota e trasformarla in qualcosa di nuovo, potente, magari anche superiore all’originale.<br />
Penso a <em data-start="1915" data-end="1941">L’uomo che sapeva troppo</em> (1956), rifatto dallo stesso Hitchcock in modo più maturo e sofisticato.<br data-start="2014" data-end="2017" />A <em data-start="2019" data-end="2028">La Cosa</em> di Carpenter (1982), che ha preso un B-movie degli anni ’50 e lo ha reso un capolavoro dell’horror paranoico.<br data-start="2138" data-end="2141" />A <em data-start="2143" data-end="2167">Dracula di Bram Stoker</em> (1992), elegante e visivamente sontuoso.<br data-start="2208" data-end="2211" />A <em data-start="2213" data-end="2228">Casino Royale</em> (2006), che ha rigenerato il mito di James Bond con un realismo crudo e moderno.<br data-start="2309" data-end="2312" />Oppure a film più recenti come <em data-start="2343" data-end="2354">Il Grinta</em> (2010) dei fratelli Coen, e <em data-start="2383" data-end="2399">21 Jump Street</em> (2012), che ha trasformato una vecchia serie in una commedia brillante e autoironica. Questi film non solo funzionano, ma dimostrano che un remake può essere anche un’opportunità: per rinnovare, riscoprire, reinterpretare.<br />
Anzi, c’è un ulteriore aspetto positivo emerso negli ultimi anni: la saturazione del mercato ha spinto le major a <strong data-start="2741" data-end="2791">cercare nuove idee anche dentro vecchie storie</strong>.<br data-start="2792" data-end="2795" />Per distinguersi, oggi bisogna fare uno sforzo in più: servono registi con visione, sceneggiatori capaci di reinventare i personaggi, produttori disposti ad osare (almeno un po’). Non sempre accade, ma quando succede… si vede.</p>
<p data-start="3025" data-end="3359">E così, anche dentro operazioni apparentemente commerciali, possiamo trovare qualità, cura, persino passione.<br data-start="3134" data-end="3137" />Certo, spesso si fa leva sull’effetto nostalgia — vedi <em data-start="3192" data-end="3208">Jurassic World</em> o <em data-start="3211" data-end="3237">Il Risveglio della Forza</em> — ma se la confezione è buona, se la regia ha ritmo, se la storia, pur semplice, sa emozionare… allora va benissimo così.</p>
<p data-start="3361" data-end="3744"><strong data-start="3361" data-end="3380">In conclusione?</strong><br data-start="3380" data-end="3383" />La domanda “remake sì o no?” non ha una risposta netta. Come sempre, dipende.<br data-start="3460" data-end="3463" />Dipende da chi lo scrive, da chi lo dirige, da che tipo di film si vuole realizzare. Ci vuole un’alchimia: un progetto pensato, costruito con un minimo di visione e rispetto per il materiale di partenza. Solo così si può ottenere qualcosa che abbia senso — vecchio e nuovo insieme.</p>
<p data-start="3746" data-end="3982">Noi spettatori? Possiamo solo fare il nostro dovere: <strong data-start="3799" data-end="3832">guardare prima, giudicare poi</strong>.<br data-start="3833" data-end="3836" />Esce un reboot della tua saga preferita? Guardalo. Se ti delude, criticalo pure con forza. Ma se invece ti sorprende… beh, magari lo ringrazierai.</p>
<p data-start="3984" data-end="4434">Perché sì, esistono i film d’autore, quelli difficili, coraggiosi, unici. Ma esiste anche l’intrattenimento ben fatto, capace di farci ridere, emozionare, riflettere.<br data-start="4150" data-end="4153" />E anche lì può nascondersi la “settima arte”.<br data-start="4198" data-end="4201" />Io stesso mi sbaglierei a giudicare <em data-start="4237" data-end="4259">La Bella e la Bestia</em> ancor prima di vederlo. Se vorrò davvero dire la mia, dovrò aspettare di avere davanti il film. Poi, se non mi piace, pazienza: l’originale non sparisce. Resta lì, intatto.</p>
<p data-start="4436" data-end="4728">In ogni caso, ricordiamoci una cosa: <strong data-start="4473" data-end="4514">il cinema è grande perché è per tutti</strong>.<br data-start="4515" data-end="4518" />E non ha senso mettersi su un piedistallo a dire “i film di supereroi non sono cinema”, o “quella roba è per menti semplici”. Che senso ha? Per sentirsi migliori? Per dire “io sono raffinato, voi siete pecore”?</p>
<p data-start="4730" data-end="4885">No, grazie.<br data-start="4741" data-end="4744" />Perché il bello del cinema è proprio questo: offre storie per tutti i gusti. E può parlare a tutti, in modi diversi. Basta volerlo ascoltare.</p>
<p data-start="4887" data-end="4909"><strong>Come disse Voltaire:</strong></p>
<blockquote data-start="4910" data-end="5077">
<p data-start="4912" data-end="5077"><strong>“L’originalità non è altro che un’abile imitazione.”</strong><br data-start="4964" data-end="4967" /><strong>E a volte, dietro un remake apparentemente inutile, si nasconde proprio quella scintilla. Sta a noi scoprirla.</strong></p>
</blockquote>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-last fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div>
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		<title>L&#8217;anima del violino</title>
		<link>https://www.wowlab.eu/2019/05/20/lanima-del-violino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Carretta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2019 09:25:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L'anima contraddistingue un essere vivente, è espressione di personalità,  il bene più prezioso che si possa avere, ma forse va ben oltre alle persone, anche altri esseri viventi o oggetti possono averne una... Tra questi sicuramente il violino! Indubbiamente impalpabile e pura allo stesso tempo, inquantificabile per forma o dimensione, addirittura qualcuno potrebbe]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:4%;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-first fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-4 fusion_builder_column_2_3 2_3 fusion-two-third" style="--awb-bg-size:cover;width:66.666666666667%;width:calc(66.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.66666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-text fusion-text-4"><p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed" style="--awb-border-radius:50%;">L</span>&#8216;<strong>anima contraddistingue un essere vivente, è espressione di personalità,  il bene più prezioso che si possa avere, ma forse va ben oltre alle persone, anche altri esseri viventi o oggetti possono averne una&#8230; Tra questi sicuramente il violino!</strong></p>
<p>Indubbiamente impalpabile e pura allo stesso tempo, inquantificabile per forma o dimensione, addirittura qualcuno potrebbe pensare che non esista in quanto impercettibile.<br />
Spesso viene associata all&#8217;ultima cosa che si lascia dopo la morte, una scissione tra il corpo e la parte spirituale, ma è anche intesa come amore, quando si trova una persona con la quale si è in sintonia (nel caso dell&#8217;anima gemella), oppure nel &#8220;venderla&#8221; al diavolo, come nei film, che è vista come uno scambio per ottenere vantaggi inestimabili, rimane il fatto che viene spesso utilizzata, indipendentemente da tutto, per parlare di un qualcosa di ineguagliabile e ha preso ormai il dominio di una risorsa senza eguali.</p>
<p>Anche delle canzoni sono state composte utilizzandola, senza parlare di poesie e aforismi, di conseguenza anche se non si hanno prove sulla sua esistenza, l&#8217;abuso di questa parola è indubbiamente fondato.<br />
<strong>Nel violino</strong> (ed altri strumenti ad arco) <strong>sicuramente questo enigma non esiste</strong>, in quanto è tangibile e concreta, tanto da poterla toccare, anzi addirittura creare e plasmare per rendere lo strumento unico, basti pensare che sostituendola con un altra darà allo stesso violino sfumature sonore diverse.</p>
<p>Essere in grado di creare l&#8217;anima, può sembrare blasfemo, anche se stiamo parlando di un violino, ma non è cosi, anche se in effetti abbiamo un potere immenso e la possibilità di &#8220;giocarci&#8221; per ottenere (o quanto meno provarci) la perfezione.</p>
<p>L&#8217;anima del violino è un tondino di abete rosso, lo stesso materiale utilizzato per la tavola armonica, di circa sei millimetri di diametro, in commercio ne esistono già pronte, da tagliare solamente su misura, ma a mio avviso è meglio crearle da un parallelepipedo di abete selezionato e stagionato, da questo si parte a smussare gli angoli fino ad arrivare a renderlo cilindrico e del diametro voluto.</p>
<p>L&#8217;anima in seguito viene posizionata all&#8217;interno del violino una volta che lo stesso è stato chiuso, facendola passare con un apposito strumento tra una delle due fessure chiamate effe (per la loro forma che ricorda esattamente la lettera dell&#8217;alfabeto; in origine erano fessure ricurve a forma di &#8220;C&#8221;).<br />
Anche l&#8217;orientamento gioca un ruolo fondamentale, i<strong>nfatti la venatura dell&#8217;anima deve rigorosamente essere perpendicolare all&#8217;asse longitudinale del violino</strong>. Non è incollata, è semplicemente appoggiata, e tirando le corde viene intrappolata tra le due parti del violino, la tavola ed il fondo, mettendole in comunione, dandogli la possibilità d&#8217;interagire insieme assicurando il sincronismo dei due movimenti.</p>
<p>L&#8217;anima da il carattere al violino, la sua posizione ne determinerà la personalità, con essa il violino prende vita, ed è incredibile pensare che un oggetto così piccolo possa essere talmente importante e fondamentale. La sua posizione approssimativa è (guardando lo strumento da davanti) appena sotto al piede destro del ponticello, e da qui, la possibilità di modificare la voce dello strumento.<br />
Anche se le dimensioni dell&#8217;anima sono piccole, le variazioni timbriche che quest&#8217;ultima può dare al violino sono innumerevoli, già se la stessa fosse solo troppo lunga o troppo corta, e di conseguenza incastrata tra le tavole o appena appoggiata, renderebbe il suono più duro nel primo caso e più morbido nel secondo.</p>
<p>Altre modifiche sono rivolte invece alla posizione, dall&#8217;avvicinarla o allontanarla dal ponticello o dal centro dello strumento.</p>
<p>L&#8217;etimologia della parola anima è soffio, vento, e spesso è associata al respiro, in effetti è questa a mio avviso la vera spiegazione di che cos&#8217;è, per gli esseri viventi e non, e per assaporarne la forza, basta passare l&#8217;archetto sulla corda e sentire quel soffio che si trasforma in armonia, ed <strong>è ancora più bello lasciare vibrare la propria anima con quella del violino per permetterle di risuonare all&#8217;unisono nel vento.</strong></p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-5 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-last fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div>
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		<title>Back To School</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Fellisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2018 09:30:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il momento più temuto dagli studenti di tutto il mondo è arrivato... di nuovo. Fosse poi solo una preoccupazione degli studenti, non sarebbe tanto grave. Altri pilastri della loro vita quali, genitori, insegnanti e istituzioni provvederebbero a mantenere toni calmi e rassicuranti.   Ma i genitori, gli insegnanti e le istituzioni, sotto]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:4%;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-6 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-first fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-7 fusion_builder_column_2_3 2_3 fusion-two-third" style="--awb-bg-size:cover;width:66.666666666667%;width:calc(66.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.66666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-text fusion-text-5"><p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed" style="--awb-border-radius:50%;">I</span><strong><em>l momento più temuto dagli studenti di tutto il mondo è arrivato&#8230; di nuovo. </em><em>Fosse poi solo una preoccupazione degli studenti, non sarebbe tanto grave. Altri pilastri della loro vita quali, genitori, insegnanti e istituzioni provvederebbero a mantenere toni calmi e rassicuranti.</em></strong></p>
</div><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:10px;width:100%;"></div><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-text fusion-text-6"><p><strong><em>Ma i genitori, gli insegnanti e le istituzioni, sotto sotto hanno pure più paura degli studenti e in una società organizzata questo dovrebbe dare da pensare.<br />
</em></strong><strong><em>Insomma&#8230; si torna a scuol</em></strong><em>a!</em></p>
</div><div class="fusion-text fusion-text-7"><p style="text-align: justify;">Un altro <strong>Anno Scolastico</strong> è iniziato, sebbene questo abbia tutta l&#8217;aria d&#8217;essere più frastornato e sognante del solito.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è svegliato al suono di un rumore fastidioso e intermittente così acuto, che penetra i sogni come un coltello da burro&#8230; beh nel burro. L&#8217;origine del suono è un mistero la cui soluzione si trova appena oltre la soglia cosciente, così il nuovo<strong> Anno Scolastico</strong> ci mette un po&#8217; a capire che si tratta della sveglia. Non ricorda nemmeno dove l&#8217;abbia messa e raggiungere il pulsante di pausa comporta l&#8217;abbattimento di diversi oggetti disposti in ordine sparso sul comodino. Muraglia quasi invalicabile tra il letto e la sveglia, nonché fonte ispiratrice per i primi cristoni della stagione. Rassegnato, si strofina gli occhi e si alza, senza capire bene cosa sta succedendo. Guarda fuori dalla finestra e la confusione continua. Sì perché l&#8217;estate, quella burlona, si ostina a non lasciare il posto all&#8217;autunno, proseguendo caparbia nella produzione di giorni soleggiati e caldi.</p>
<p style="text-align: justify;">Allora perché la sveglia ha suonato?</p>
<p style="text-align: center;">Soltanto il calendario, su cui finalmente <strong>L&#8217;Anno Scolastico</strong> posa lo sguardo, svela l&#8217;arcano.<br />
Il calendario. L&#8217;unica invenzione della storia ad avere la capacità di gettare nel panico anche il più ardimentoso degli individui.<br />
Basta una <strong>X </strong>rossa su una data qualunque ed è finita.<br />
Non importa quanti mesi prima la scrivi.<br />
Quando ci arrivi, non sei mai pronto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Anno Scolastico</strong> vorrebbe piangere. Era sicuro che questa volta ce l&#8217;avrebbe fatta. Aveva pianificato tutto. Si era tanto raccomandato con il governo e le istituzioni. <em>&#8220;Gli altri paesi ci guardano&#8221;</em> aveva detto <em>&#8220;mostriamo loro che possiamo farcela&#8221;</em>&#8230; e invece niente. <strong>L&#8217;Anno Scolastico</strong> non è pronto.</p>
</div><div class="fusion-text fusion-text-8"><p style="text-align: justify;">Si rituffa sotto le coperte e mette la testa sotto il cuscino, fermamente intenzionato a dormire per i sette minuti che lo separano dalla prossima scarica di trilli della sveglia. Tanto oggi nessuno arriverà in orario da nessuna parte.<br />
Gli viene da pensare a come sarebbero le cose se lui fosse <strong>l&#8217;Anno Scolastico</strong> di un altro <em>quando</em> o di un altro <em>dove</em> e con questa domanda in testa si addormenta.Il <strong>nuovo anno scolastico</strong> sogna.<br />
Tuttavia, sono i protagonisti degli altri <em>dove</em> a ritrovarsi catapultati nel nostro <em>quando</em> e subito si capisce che non sarà una festa. L&#8217;annuale lettera per <strong>Hogwarts</strong>, con la lista dei libri non è mai stata consegnata, così <strong>Harry</strong> <strong>Potter</strong> ha dovuto passare la settimana precedente cercando il modo di contattare la segreteria della scuola senza farsi scoprire dai suoi zii. Tutta colpa del <strong>Ministero</strong> <strong>della</strong> <strong>Magia</strong> e delle sue riforme sull&#8217;istruzione.<br />
Quando finalmente <strong>Harry</strong> e amici entrano in possesso della lista, è troppo tardi. I libri sono tutti esauriti e occorre aspettare almeno un mese prima che arrivino. Un fatto di per sé curioso è che molti altri studenti sono riusciti a procurarseli per tempo. Come per magia&#8230; Ah già si&#8230; giusto.<br />
Beh, poco male, pensa <strong>Harry</strong>. Tanto mancano i docenti.<br />
A causa della famigerata <em>&#8220;Riforma del sistema stregonesco di insegnamento e formazione e mandato per il rimaneggio delle disposizioni magiche operanti&#8221;</em>, chiamata dagli studenti anche legge <strong>Chizpurfle</strong>, non è più soltanto il posto d&#8217;<strong>Insegnate di</strong> <strong>Difesa</strong> <strong>contro</strong> <strong>le</strong> <strong>arti</strong> <strong>Oscure</strong> a essere vacante, ma anche parecchi altri.<br />
In uno slancio di perversione extra, <strong>il</strong> <strong>Ministero</strong> <strong>della</strong> <strong>Magia</strong> ha deciso che sarebbe stato più divertente assegnare gli incarichi di anno in anno, e dato che il <strong>Ministero</strong> è un organo statale, ci sono dei leggerissimi ritardi che non consentono l&#8217;inizio delle lezioni con l&#8217;organico dei docenti al completo.<br />
Per dirla tutta gli insegnanti di <strong>Incantesimi</strong> e <strong>Storia</strong> <strong>della</strong> <strong>Magia</strong> sono assenti a causa di un improvviso deterioramento del loro stato di salute. Sono costretti in un luogo di villeggiatura caldo e secco fino a ripresa completa. Essendo di ruolo, mica puoi sostituirli così, su due piedi.<br />
Dato che la legge <strong>Chizpurfle</strong>, contiene un paragrafo sulle pari opportunità, il posto come docente di <strong>Babbanologia</strong> è stato affidato ad un professore babbano di <strong>Oxford</strong>, tuttora persuaso di aver partecipato a un paio di festini di troppo.<br />
Gli studenti poi che non hanno residenza a <strong>Hogwarts</strong> hanno qualche difficoltà a raggiungere la scuola, per via dei tagli. Niente più autobus a tre piani, né cavalli alati invisibili. Figuriamoci Ford Anglia volanti.<br />
Ci si deve organizzare con le mamme degli altri studenti, quelle che hanno un scopa formato wagon, ma non sempre la cosa funziona. Non è infrequente vedere poveri maghetti sotto la pioggia in attesa di una scopa che è in ritardo a causa del traffico.<br />
Al ritorno le cose non vanno meglio, perché l&#8217;orario ridotto dei primi giorni, non coincide con l&#8217;orario d&#8217;ufficio del <strong>Ministero</strong>, presso cui queste mamme magari lavorano, e gli studenti devono aspettare tra le grigie, austere, fatiscenti pareti scolastiche.<br />
L&#8217;anno precedente il <strong>Ministero della Magia</strong> aveva promesso di stanziare i fondi per sistemare le aule danneggiate da anni d&#8217;incuria magica eppure, causa inagibilità temporanea, la lezione di <strong>Trasfigurazione</strong> oggi si tiene nell&#8217;aula di <strong>Pozioni</strong>, insieme con altre due classi. <strong>Volo</strong> si fa nella serra, con risultati alquanto prevedibili. L&#8217;insegnante di <strong>Divinazione</strong> terrà le lezioni in un&#8217;aula diversa ogni giorno e gli studenti dovranno indovinare da soli quale. Per settimane allievi del terzo anno sono stati visti girovagare sperduti per i corridoi di <strong>Hogwarts</strong> con una sfera di cristallo in mano e dei lacrimoni così sotto gli occhi.<br />
La sensazione che sia sfuggito qualcosa d&#8217;importante accompagnerà studenti e professori per tutto l&#8217;anno, fino agli esami e forse il diploma.<br />
Poi la sveglia suona ancora e <strong>l&#8217;Anno Scolastico</strong> finalmente si alza. Pronti o no, è ora di andare.<br />
L&#8217;aria non troppo fresca del mattino gli ricorda che fino alla settimana prima le giornate iniziavano con il sole già alto nel cielo, oziose colazioni e programmi divertenti per la giornata.<br />
<strong>L&#8217;Anno Scolastico</strong> sospirando solleva gli occhi al cielo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è forse un tizio a cavallo di una scopa quello lassù che si allontana?</p>
<p style="text-align: justify;">Si strofina gli occhi e guarda ancora. Niente. Solo un&#8217;allucinazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Peccato&#8221;</em> pensa <em>&#8220;un po&#8217; di magia avrebbe fatto comodo&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Poi si rende conto che qualunque cosa fosse, stava andando nella direzione opposta alla sua. A una velocità stimata di <strong>Mach 3</strong>, ad occhio e croce.</p>
<p style="text-align: justify;">Eh no. <strong>Se pure la magia se la dà a gambe, allora chissà che cosa ci vuole per sistemare le cose.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>Alessandro Fellisi</em></p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-8 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-last fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div>
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		<title>La libertà del silenzio</title>
		<link>https://www.wowlab.eu/2017/07/10/la-liberta-del-silenzio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Carretta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2017 08:09:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA["Il silenzio è d’oro.”, questo ci è stato insegnato fin da bambini; ora viviamo, però in un periodo storico in cui questa vecchia “pillola” di saggezza popolare viene di fatto spazzata via, soffocata in un coro di grida e pensieri di persone che in tutti i modi si affannano per esprimere la propria]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:4%;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-9 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-first fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-10 fusion_builder_column_2_3 2_3 fusion-two-third" style="--awb-bg-size:cover;width:66.666666666667%;width:calc(66.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.66666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-text fusion-text-9"><p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed" style="--awb-border-radius:50%;">&#8220;I</span><strong><em>l silenzio è d’oro.”, questo ci è stato insegnato fin da bambini; ora viviamo, però in un periodo storico in cui questa vecchia “pillola” di saggezza popolare viene di fatto spazzata via, soffocata in un coro di grida e pensieri di persone che in tutti i modi si affannano per esprimere la propria sacrosanta libertà.</em></strong></p>
<p><em>(…)Non dare ai tuoi pensieri la lingua, nè il suo compimento ad alcun pensiero fuori di proporzione: cerca di essere semplice e cordiale con tutti, ma non fino al punto d’esser volgare. (…) Concedi a ognuno il tuo orecchio, ma a pochi la tua voce. Accetta l’opinione di tutti, ma fa’ un uso parsimonioso del tuo giudizio.(…) </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>Amleto (atto I, scena III)</em></p>
<p><em> </em></p>
</div><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:10px;width:100%;"></div><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-image-element fusion-image-align-center in-legacy-container" style="text-align:center;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><div class="imageframe-align-center"><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-1 hover-type-none"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1500" height="843" title="silenzio_2" src="https://www.wowlab.eu/wp-content/uploads/2025/09/silenzio_2.jpg" alt class="img-responsive wp-image-2698" srcset="https://www.wowlab.eu/wp-content/uploads/2025/09/silenzio_2-200x112.jpg 200w, https://www.wowlab.eu/wp-content/uploads/2025/09/silenzio_2-400x225.jpg 400w, https://www.wowlab.eu/wp-content/uploads/2025/09/silenzio_2-600x337.jpg 600w, https://www.wowlab.eu/wp-content/uploads/2025/09/silenzio_2-800x450.jpg 800w, https://www.wowlab.eu/wp-content/uploads/2025/09/silenzio_2-1200x674.jpg 1200w, https://www.wowlab.eu/wp-content/uploads/2025/09/silenzio_2.jpg 1500w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 1200px" /></span></div></div><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:10px;width:100%;"></div><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-text fusion-text-10"><p>Storicamente, mai come oggi, il concetto stesso di libertà d’espressione è stato di portata tanto ampia. La nostra società stessa si vanta d’essere una società libera e migliaia volte questa parola tanto bella e tanto terribile “LIBERTÀ” ci viene costantemente rivomitata addosso da tutte le direzioni.<br />
Mi sorge però un dubbio: si può essere <em>schiavi</em> della libertà che tanto ci ossessiona?<br />
E poi ancora mi chiedo: esiste un limite oltre il quale non sia <em>giusto</em> andare? Giusto, badate bene! Non <em>possibile</em>.<br />
Esistono delle invisibili “colonne d’Ercole” oltre le quali la nostra libertà o il nostro impulso, per quanto <em>giusto</em> o nobile non diventi (auto)distruttivo?</p>
<p>Scrivo queste righe d’impulso, sull’onda dell’emozione, ma esse sono frutto di una profonda e lunga meditazione che ha radici ben più profonde dei fatti di cronaca che oggi smuovono le acque virtuali di internet. Sono convinto che tra un mese, sei mesi, un anno potrò prendere questo stesso articolo e rileggerlo e trovarlo attuale tanto quanto oggi, quando sarà piombato un nuovo macigno a far rimescolare lo stagno in cui noi tutti navighiamo.<br />
Libertà di pensiero. Libertà di parola. Libertà di espressione. Libertà d’informazione.<br />
Parole chiave dei nostri giorni dove la protagonista è, inutile dirlo, sempre lei: la Libertà. Abbiamo consacrato il concetto stesso di libertà come non plus ultra della civiltà e ci siamo erroneamente convinti di averlo raggiunto per il semplice fatto che ognuno di noi può, in qualsiasi istante, dire ciò che pensa al mondo intero. Fantastico. Incredibile. Quasi magico.<br />
Ma… <em>necessario</em>?<br />
Tutti possiamo parlare di tutto a tutti, ma è veramente necessario che tutto il mondo sappia che i gattini mi fanno ridere?<br />
Ci vantiamo di avere la più grande libertà d’espressione di tutti i tempi e poi dobbiamo sperperarla su Ogni. Singola. Cosa.<br />
Crediamo che semplicemente pre(o post)mettendo la frase “ma questa è solo una mia opinione” veramente sia <em>giusto</em> mettere bocca su qualsiasi argomento ed ergersi a giudice, giuria e boia di qualsiasi evento, grande o piccolo.</p>
<p>Non ci rendiamo conto che noi stessi facciamo da grancassa a quelle stesse cose che disprezziamo non facendo altro che parlarne? Gli antichi romani avevano un’usanza che mi ha sempre affascinato: la <em>dannatio memoriœ</em>. Una pena, riservata solo ai più grandi nemici di Roma o del Senato che consisteva nella dimenticanza totale del condannato. Chi commetteva gravi colpe veniva così letteralmente cancellato dalla storia perché di esso andasse perso persino il nome.<br />
Oggi più qualcosa ci indigna e ci infuria, più costruiamo monumenti e mausolei mediatici di ciò contro cui tanto violentemente ci battiamo e così facendo altri inzieranno a parlarne per suscitare nuovamente la nostra reazione e così via finché la vacca grassa della libertà di parola non verrà munta sino a stillarne l’ultima goccia di sangue.</p>
<p>Siamo così ossessionati dalla libertà di parlare che abbiamo dimenticato di domandarci se a volte non sia <em>preferibile</em> il silenzio. Innalziamo a eroi coloro che non guardano in faccia a niente e a nessuno pur di dire ciò che la loro sacra libertà gli impone e ci siamo dimenticati quel vecchio concetto per cui (forse) la mia libertà finisce quando va a ledere quella di un altro essere umano. E non ditemi che le parole non feriscono: le parole possono ferire, possono persino uccidere.</p>
<p><em>“<strong>Le parole sono pistole cariche</strong>” (Brice Parain)</em></p>
<p><strong>Non esistono person</strong>e, quale che sia la veste in cui si pongono (critici, censori, satirici, politici, saggi, santi) <strong>che DEVONO per forza dire TUTTO quello che pensano.</strong><br />
La libertà di parola è qualcosa di meraviglioso ed immenso, ma continuando ad abusarne, nascondendoci col già citato “ma questo è solo il mio pensiero” non otterremo altro che di perderci in un’orgia di parole vuote al termine della quale la nostra tanto decantata libertà e le parole stesse avranno definitivamente perduto qualsiasi significato.</p>
<p>Amiamo tanto vantarci del nostro diritto a dire tutto quello che vogliamo, f<strong>orse è tempo che iniziamo a preoccuparci del nostro</strong> (come si dice nei polizieschi) diritto a rimanere in silenzio.</p>
<p>Abbiamo, tra le altre, la <strong><em>libertà del silenzio</em></strong>. Forse usandola più spesso, le parole che pronunceremo poi, ricominceranno ad avere un <em>vero</em> significato.</p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-11 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-last fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div>
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