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	<title>arte visiva &#8211; WOWLAB | agenzia di comunicazione</title>
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		<title>Di Poesia &#038; di Matita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Fellisi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Aug 2017 08:00:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Due più due uguale quattro. Ce lo insegnano fin da piccoli. La matematica di solito non è un'opinione. Quindi se addizioniamo due cose otteniamo un risultato che, numericamente parlando, dovrebbe essere la somma delle due. Questo di solito è vero, fino a quando non ci troviamo di fronte a qualcosa la cui somma]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:4%;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-first fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_2_3 2_3 fusion-two-third" style="--awb-bg-size:cover;width:66.666666666667%;width:calc(66.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.66666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed" style="--awb-border-radius:50%;">D</span><strong><em>ue più due uguale quattro.</em></strong></p>
<p><strong><em>Ce lo insegnano fin da piccoli. La matematica di solito non è un&#8217;opinione.</em></strong></p>
<p><strong><em>Quindi se addizioniamo due cose otteniamo un risultato che, numericamente parlando, dovrebbe essere la somma delle due. Questo di solito è vero, fino a quando non ci troviamo di fronte a qualcosa la cui somma necessita di una sottrazione per funzionare.</em></strong></p>
</div><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:10px;width:100%;"></div><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-text fusion-text-2"><p><em>Prendiamo una storia. Straordinaria nella sua linearità, tenuta al sicuro per anni e cullata con amore. Sommiamola a disegni capaci di muoversi sulla carta come se fossero animati, passando dai campi lunghi ai primi piani e poi su per l&#8217;oggettivo e giù per il soggettivo.</em></p>
<p><em>Sottraiamo adesso china e colori chiudendo tutto in un involucro blu come il mare.</em></p>
<p><em>Ciò che si ottiene è <strong>Il Porto Proibito.</strong></em></p>
</div><div class="fusion-text fusion-text-3"><p style="text-align: justify;"><em>Prendiamo una storia. Straordinaria nella sua linearità, tenuta al sicuro per anni e cullata con amore. Sommiamola a disegni capaci di muoversi sulla carta come se fossero animati, passando dai campi lunghi ai primi piani e poi su per l&#8217;oggettivo e giù per il soggettivo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sottraiamo adesso china e colori chiudendo tutto in un involucro blu come il mare.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ciò che si ottiene è <strong>Il Porto Proibito.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">In un futuro non troppo lontano, uno in cui chi era figlio è cresciuto ed è diventato genitore, la <strong>Casa</strong> <strong>senza</strong> <strong>Nord</strong> è ancora lì al suo posto. Un po’ attempata e con le tegole sbiadite dal tempo, eppure sempre intenta a portare in grembo storie di tutti i tipi (tranne quelle di fantascienza). Ne ha prodotte e ne ha accolte così tante che muoversi tra le sue stanze è come attraversare un labirinto fatto di parole e disegni.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questa ragione <strong>Viola</strong> e <strong>Michele</strong>, ormai cresciuti, sono di tanto in tanto chiamati a dare una mano per fare un po’ d’ordine. L’occasione è sempre ghiotta per i loro figli, perché nessun’altra coppia di nonni conosce così tante storie o ti sa leggere dentro al punto da disegnare i tuoi pensieri su un foglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’anno tocca al vecchio ripostiglio. È passato un bel po’ di tempo dall’ultima volta che è stato riordinato e quando <strong>Michele</strong> lo apre, ne cade fuori un consunto volume blu. Sua figlia, similmente a quei gatti in grado di sentire a un chilometro di distanza un frigo che si apre, riesce a percepire con la stessa chiarezza lo svolazzare delle pagine di un libro che non ha ancora letto. È un volume la cui immagine in copertina è così rovinata che non si vede quasi niente, ma il titolo si legge ancora. Tre parole scritte in carattere bianco su fondo blu.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Porto Proibito</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La domanda sale quasi da sola, arrampicandosi docilmente da quel posto intimo e tranquillo dove i quesiti dei bambini riposano. Quesiti che, com&#8217;è noto, finché dormono sono innocui come dei gattini. Però lei vuole sapere che cos&#8217;è <strong>Il Porto Proibito</strong>, il che significa che il gattino ha aperto gli occhi. <strong>Michele</strong> soppesa bene le parole perché sa che la risposta sbagliata potrebbe trasformare il micio in una tigre dai denti a sciabola e indurre sua figlia a voler sfogliare il libro. Questo normalmente non sarebbe un problema, ma alcuni disegni non sono adatti a una fanciulla della sua età, sebbene i nudi disegnati dal nonno siano in tutto e per tutto un’espressione artistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Potrebbe iniziare spiegando che quel libro l&#8217;hanno fatto il nonno e la nonna quando lui aveva la sua età. Lui e sua sorella <strong>Viola</strong> avevano viaggiato con nonna <strong>Teresa</strong> e nonno <strong>Stefano</strong>, per vedere quei posti che poi avrebbero usato per raccontare <strong>Il Porto Proibito</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Apre piano la prima pagina e la piccola si fa condurre su quella rotta, astenendosi dal tentare di sfogliare il libro da sola. <strong>Michele</strong> ha subito l&#8217;impressione di sentire delle fusa.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia racconta di <strong>Abel</strong>, un ragazzo che ha perso la memoria e che vuole ritrovarsi. <strong>Michele</strong> glielo mostra sfogliando una dopo l&#8217;altra le tavole in cui <strong>Abel</strong> è raffigurato. Di pagina in pagina, si arriva in breve a quella in cui per la prima volta è rappresentata <strong>Rebecca</strong>. Sua figlia dichiara subito che è bellissima e che ha i capelli rossi. Un&#8217;osservazione pertinente, nonostante i disegni siano a matita, ma che la bambina giustifica spiegando che nei disegni del nonno, secondo lei, i colori ti entrano in testa da soli.</p>
<p style="text-align: justify;">Domandarsi dove la nonna prenda tutte quelle storie, è una curiosità più che lecita, e <strong>Michele</strong> non vuole perdere l&#8217;occasione di spiegare come la pensa. Si guarda alle spalle per essere sicuro che i suoi non siano a portata d&#8217;orecchio e spiega che nonna <strong>Teresa</strong> è un po&#8217; come una strega delle parole.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna immaginarla mentre getta dentro un grosso calderone tutto quello che le hanno insegnato: dalle lingue degli altri paesi, ai trucchi per liberare le storie che abbiamo dentro. In quel paiolo ci ha spremuto tutte le poesie che restavano attaccate ai suoi pensieri e non dimenticava mai di metterci anche un pizzico di cinema, che lascia sempre un buon sapore nella testa. Ogni volta uno diverso.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo lui, da quel calderone ci beve ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è possibile parlare della nonna senza tirare in ballo il nonno, naturalmente, fin da quella volta in cui lavorarono per lo stesso <em>&#8220;topo&#8221;</em> senza saperlo. Anche il nonno è cresciuto in mezzo alle storie, anche se invece delle <em>normali</em> favole, gli raccontavano i passi dell&#8217;<strong>Odissea</strong>.</p>
</div><div class="fusion-image-element fusion-image-align-center in-legacy-container" style="text-align:center;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><div class="imageframe-align-center"><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-1 hover-type-zoomin"><img decoding="async" width="300" height="112" title="DI POESIA E DI MATITA-1" src="https://www.wowlab.eu/wp-content/uploads/2023/08/DI-POESIA-E-DI-MATITA-1-300x112.jpg" alt class="img-responsive wp-image-2083" srcset="https://www.wowlab.eu/wp-content/uploads/2023/08/DI-POESIA-E-DI-MATITA-1-200x75.jpg 200w, https://www.wowlab.eu/wp-content/uploads/2023/08/DI-POESIA-E-DI-MATITA-1-400x149.jpg 400w, https://www.wowlab.eu/wp-content/uploads/2023/08/DI-POESIA-E-DI-MATITA-1-600x224.jpg 600w, https://www.wowlab.eu/wp-content/uploads/2023/08/DI-POESIA-E-DI-MATITA-1-800x299.jpg 800w, https://www.wowlab.eu/wp-content/uploads/2023/08/DI-POESIA-E-DI-MATITA-1.jpg 1103w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 300px" /></span></div></div><div class="fusion-text fusion-text-4"><p><strong>Michele</strong> mostra allora una pagina interamente occupata da una nave in balia della tempesta e uno dopo l&#8217;altro scivola lungo i termini marinareschi sparpagliati su tutta la tavola. Merito di nonno <strong>Stefano</strong>, che aveva letto così tanti libri sulla <strong>Royal Navy</strong> del diciottesimo secolo da essere diventato inconsapevolmente il consulente tecnico dell&#8217;opera. Una cosa che non tutti sanno in effetti. D&#8217;altro canto, spiega <strong>Michele</strong>, con persone come il nonno e la nonna, ciò che inizia in una testa, spesso trova il modo giusto di farsi completare nell&#8217;altra. Certe volte non si capisce più chi per primo abbia pensato cosa.</p>
<p>La bambina non stacca gli occhi dalle pagine. Per lei é come vedere un film che ti si apre tra le mani invece che su uno schermo.</p>
<p>Certe volte nonna <strong>Teresa</strong> doveva scrivere storie corte, dice poi. <strong>Il Porto Proibito</strong>, invece è senza confini e lei l&#8217;ha potuto raccontare quanto voleva, seguendo la bussola della sua creatività. Si è allungata sulle poesie della sua giovinezza e le ha usate come un ponte che unisce le sponde di un fiume, per aiutare il lettore a navigare nei pensieri dei personaggi, svelandone la natura.</p>
<p>Come per tutte le storie anche <strong>Il Porto Proibito</strong> ha dovuto viaggiare un po&#8217; prima di trovarsi del tutto.</p>
<p>Tocca a zia <strong>Viola</strong> di spiegare cosa questo significhi e lo fa sfilando dal solito ripostiglio un vecchio zaino consunto. E&#8217; affascinante non sapere cosa la gente si porti nello zaino quando viaggia. Qualcuno ci mette le cartine dei luoghi che sta visitando o panini al prosciutto per il pranzo. Magari una mantella per la pioggia e un maglione contro il freddo della sera. Nonna <strong>Teresa</strong> nello zaino ci portava la storia che aveva scritto. Voleva far coincidere i posti di cui parlava con quelli che esistono davvero. O forse l&#8217;aveva portata perché le cose che non sono ancora nate del tutto, possono assorbire ciò che gli sta intorno, se ne hanno voglia.</p>
<p>Non a caso fu proprio nel sottotetto di una casa a <strong>Plymouth</strong> che nonno <strong>Stefano</strong> seguì per la prima volta la rotta tracciata dalla calligrafia fitta e piccolissima della nonna, leggendo e immaginando quegli stessi disegni con cui la piccola si stava dissetando in quel momento.</p>
<p>Il <strong>Porto Proibito</strong> è parola e immagine, ma anche una storia d&#8217;amore tra un rude capitano scozzese e una donna che non dovrebbe esistere. Un libro dove le navi sfidano l&#8217;oceano, in cui una locanda ha smarrito le risate e dove le memorie sono nascoste tra le parole degli estinti. C&#8217;è la famiglia che si perde nella tempesta e che si ritrova in un modo che non pensava possibile, perché <strong>Il Porto Proibito</strong> è come una poesia a disegni.</p>
<p><strong>Michele</strong> non è sicuro d&#8217;essere riuscito a spiegare che cosa sia quel libro, più di quanto non potrebbero fare da soli i disegni e le parole che i nonni hanno depositato con tanta cura tra quelle due controguardie blu. Può soltanto indicare sulla bussola quello stesso <strong>Nord</strong> di cui la casa in cui si trovano è sprovvista, per far si che la figlia sappia sempre come tracciare la propria rotta.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-last fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div>
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