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	<title>supereori &#8211; WOWLAB | agenzia di comunicazione</title>
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		<title>Lo Chiamavano Jeeg Robot: una “Pregiata” Opinione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Accolli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2016 19:00:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qualcuno è riuscito nell'intento di dare al cinema italiano un'alternativa, una possibilità, un modo per uscire dall'ordinario, fatto di film che si somigliano troppo tra loro, a causa di produttori che non osano, non provano mai ad andare oltre certi generi. Questo qualcuno risponde al nome di Gabriele Mainetti e quella che segue]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-background-position:left top;--awb-border-sizes-top:0px;--awb-border-sizes-bottom:0px;--awb-border-sizes-left:0px;--awb-border-sizes-right:0px;--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:4%;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-first fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_2_3 2_3 fusion-two-third" style="--awb-bg-size:cover;width:66.666666666667%;width:calc(66.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.66666666666667 ) );margin-right: 0px;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p><span class="fusion-dropcap dropcap dropcap-boxed" style="--awb-border-radius:50%;">Q</span><em>ualcuno è riuscito nell&#8217;intento di dare al cinema italiano un&#8217;alternativa, una possibilità, un modo per uscire dall&#8217;ordinario, fatto di film che si somigliano troppo tra loro, a causa di produttori che non osano, non provano mai ad andare oltre certi generi. Questo qualcuno risponde al nome di Gabriele Mainetti e quella che segue è la mia “Pregiata” Opinione sul suo primo lungometraggio</em></p>
</div><div class="fusion-video fusion-youtube fusion-aligncenter" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:360px;--awb-width:100%;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:60%;" ><iframe title="YouTube video player 1" src="https://www.youtube.com/embed/y8nHHmSiKzM?wmode=transparent&autoplay=0&oida=1" width="600" height="360" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe></div></div></div><div class="fusion-text fusion-text-2"><p style="text-align: justify;">Un film italiano di supereroi&#8230; ancora faccio fatica a rendermene conto.</p>
<p style="text-align: justify;">Se c&#8217;è un genere totalmente estraneo alla nostra cinematografia è proprio questo, un po&#8217; per motivi economici (gli effetti speciali costano) ed un po&#8217; per colpa dei produttori, tutto tranne che inclini ad investire su qualcosa che non siano commedie o drammi.</p>
<p style="text-align: justify;">Beh, soprattutto per colpa loro, direi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non voglio dilungarmi troppo sui problemi finanziari, di svariato ordine, che affliggono le diverse produzioni nostrane, ma ci tengo a sottolineare una cosa molto importante: le idee non hanno un costo. L&#8217;ingegno non costa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per creare una bella storia, scrivere una bella sceneggiatura o immaginare come dovrebbero essere dirette certe scene, servono carta e penna (vabbè, diciamo un PC) e tanta creatività.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopodiché si possono trovare mille soluzioni per ovviare alla mancanza di denaro, basti vedere quanti film di fantascienza o d&#8217;azione, usciti anche negli ultimi anni, siano stati lodati da più parti, nonostante il budget risicatissimo o la mancanza di grossi interpreti.</p>
<p style="text-align: justify;">Magari perché l&#8217;intero lungometraggio è girato in una sola location o perché la storia prevede solo due o tre attori, o semplicemente perché tutti gli effetti speciali hanno fatto benissimo il loro dovere anche se creati con pochi mezzi a disposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">La domanda sorge quindi spontanea: come mai ci è voluto tanto per girare un film italiano diverso dal solito?</p>
<p style="text-align: justify;">Potrei mettere in mezzo ancora i produttori, che non hanno mai cercato di cambiare le cose, soprattutto per pigrizia, secondo me&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma preferisco rispondere: ci voleva Gabriele Mainetti! (che ha comunque dovuto mettersi le mani in tasca e tirare fuori qualche spicciolo, diventando lui stesso produttore&#8230; dite che ce l&#8217;ho con i produttori? Ma no dai&#8230;).</p>
<p style="text-align: justify;">Ci voleva qualcuno con la voglia di creare qualcosa di nuovo, con la voglia di aprire le finestre e cambiare l&#8217;aria al cinema italiano. E non immagino la puzza che avrà trovato quando è arrivato.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lo Chiamavano Jeeg Robot</em> si sviluppa come una delle più classiche storie di supereroi.</p>
<p style="text-align: justify;">Enzo Ceccotti è un piccolo criminale di Tor Bella Monaca, che vivacchia con furti di poco conto, pensando solo e soltanto a se stesso: un giorno, inseguito dalla polizia, per far perdere le sue tracce si immerge nelle acque del Tevere, dove però scivola dentro ad un bidone abbandonato sul fondale.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta riemerso, Enzo si ritrova ricoperto di sostanze chimiche non ben precisate, inizia a non sentirsi bene e se ne torna a casa barcollando, dove passa la notte tra brividi e convulsioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno seguente, dopo alcune vicissitudini, capirà che questo incidente gli ha donato una forza ed una resistenza sovrumane, cosa che cercherà subito di sfruttare a suo vantaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il protagonista, da questo punto in poi, inizierà il suo viaggio di redenzione, passando dall&#8217;utilizzare i suoi poteri solo per fini personali, al cercare di essere un aiuto per tutti, sviluppando un senso morale che prima non aveva.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante le premesse, questo film non potrebbe mai essere simile ad altri già visti, perché, per quanto diretto da un amante di anime giapponesi e supereroi in genere, è innanzitutto diretto da un italiano, in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i rimandi ai vari film statunitensi, con un eroe piuttosto che un altro, non sono scopiazzature o imitazioni, sono solo punti di partenza, sviluppati e modificati per essere inseriti nel contesto di Roma.</p>
</div><div class="fusion-clearfix"></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_6 1_6 fusion-one-sixth fusion-column-last fusion-no-small-visibility" style="--awb-bg-size:cover;width:16.666666666667%;width:calc(16.666666666667% - ( ( 0px + 0px ) * 0.16666666666667 ) );"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-clearfix"></div></div></div></div></div>
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